giovedì , 29 Ottobre 2020

Marsala, lo Stagnone e quel senso unico che “non s’ha da fare”

“Questo matrimonio non s’ha da fare” diceva uno dei bravi di Don Rodrigo rivolgendosi a Don Abbondio in riferimento al matrimonio di Renzo e Lucia nel romanzo I Promessi Sposi. Qui però non c’è nessun matrimonio in ballo e neppure Alessandro Manzoni che tesse le proprie trame in quella Lombardia che deve ancora aprire i propri occhi ad un nuovo giorno. Nulla di tutto questo. Siamo a Marsala e l’unico matrimonio che non “s’ha da fare” sembra essere quello tra il senso unico lungo il tratto della pista ciclabile nel lungomare dello Stagnone e la nuova amministrazione. Il nuovo Sindaco di Marsala Massimo Grillo ha infatti dichiarato infatti che: “constatiamo il disappunto di tantissimi residenti della zona e, più in generale, dei cittadini marsalesi. Per questo motivo abbiamo chiesto ai tecnici comunali di valutare la possibilità di attuare una modifica del percorso con una variante che consenta di ristabilire il doppio senso di marcia. Infine abbiamo anche fatto presente che lungo il percorso è necessario che vengano individuate alcune aree di sosta”.

Dopo il lockdown che aveva lasciato in casa tanti italiani, l’ormai ex Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo aveva tenuto una conferenza stampa all’interno del complesso monumentale San Pietro. Proprio in quell’occasione aveva presentato il progetto della pista ciclopedonale del lungomare Stagnone. Era la prima decade di giugno. Il progetto per la realizzazione dello Stagnone, ricordiamo, era stato presentato nell’ottobre del 2017 e la lunga procedura burocratica è avvenuta solamente nel febbraio scorso. L’ormai ex Sindaco Di Girolamo ci aveva riferito ai nostri microfoni che: “a breve partiranno altre due piste ciclabili, una nel centro e una nei lidi Sud, tutte con fondi europei, a dimostrazione che ci crediamo davvero”.

La notizia del doppio senso di marcia non è passata inosservata agli occhi dell’ex amministrazione uscente. L’ex Sindaco Dott. Alberto Di Girolamo ha scritto un lungo post sulla propria pagina facebook: “ecco il primo esempio di una politica fatta nell’interesse di pochi, piuttosto che nell’interesse dell’intera collettività. Ho letto oggi che il primo cittadino ha invitato i tecnici comunali a rivalutare la possibilità di ripristinare il doppio senso di marcia lungo lo Stagnone, dove da alcuni mesi sono iniziati i lavori per la realizzazione della prima pista ciclabile della nostra città, impedendone così la fruibilità. L’opera è finanziata quasi interamente con fondi europei, per un totale di 1 milione e 200 mila euro, con la compartecipazione di appena 50 mila euro da parte del Comune”ha poi aggiunto“Anteporre l’interesse di qualche amico e/o elettore ai benefici che invece ne trarrà l’intera comunità lo trovo a dir poco assurdo. Questa è la politica che ho combattuto per cinque anni. Quando nel 2017 abbiamo presentato il progetto per la realizzazione di questa importante opera, eravamo consapevoli che qualche abitante della zona avrebbe potuto non gradire molto l’istituzione del senso unico di marcia, ma poiché la strada in vari tratti è abbastanza stretta, pur volendo non c’era comunque la possibilità di mantenere il doppio senso”ha concluso dicendo“In genere i cambiamenti sono difficili da accettare, soprattutto all’inizio, finché non ci si abitua. Ma un amministratore deve sempre fare l’interesse generale e non fermarsi alle prime critiche per accontentare pochi a scapito dell’intera comunità, della salvaguardia dell’ambiente, dello sviluppo del turismo. E nel caso dello Stagnone ritengo che percorrere qualche chilometro in più in macchina non sia un grande sacrificio, a fronte del valore che il nostro Stagnone acquisterà una volta ultimata la pista ciclabile.  Domenica ho fatto una passeggiata per vedere l’andamento dei lavori e ho piacevolmente e con soddisfazione constatato che, anche se non ancora ultimata, sono molti gli amanti della bicicletta e dello jogging che la stanno già utilizzando.  Lo Stagnone è un gioiello e in quest’ottica dev’essere preservato. Marsala non può e non deve tornare indietro”.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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