lunedì , 21 Settembre 2020

Coronavirus: arriva la chiusura delle discoteche dopo l’impennata dei contagi

L’apertura delle discoteche al tempo del Covid-19 si è rivelata un autentico fallimento. Un buco nell’acqua che era comunque prevedibile, evitabile ma comunque fallimentare. L’invito al rispetto delle regole, al distanziamento sociale, all’uso della mascherina si è rivelato essere una mera utopia. Ma d’altronde, era prevedibile tutto questo come era prevedibile che la gestione di queste nuove riaperture avrebbe comportato delle oggettive difficoltà. Era oggettivamente impossibile imporre il distanziamento sociale all’interno delle discoteche, dove i giovani ballano, consumano alcol e forse anche altro, dove si accalcano sul bancone o nei bagni e ovviamente in pista. Era impossibile, doveva essere evitato a priori eppure è stato fatto. Adesso si corre ai ripari per evitare un nuovo ennesimo lockdown.  

La domanda che ci si poneva, all’indomani della fase due era: cosa succederà con il libero transito e senza alcun tipo di controllo? Oggi, a distanza di circa un paio di mesi, la risposta è arrivata, dritta in faccia, con un aumento di casi che, giorno dopo giorno, cresce a dismisura e desta non poche preoccupazioni. Una riapertura che ha certamente avvicinato famiglie, amici che da Nord a Sud si sono stretti in un unico grande abbraccio, altri ancora hanno affollato piazze, locali e spiagge, incuranti delle regole basiche per arginare questo virus silenzioso. Una riapertura che ha certamente favorito imprese, attività commerciali, piccole e grandi, favorendo l’economia di un paese che ha vissuto il lockdown con enormi difficoltà.

Nessuna quarantena, niente autocertificazione per tutti quelli che si sono spostati da una regione all’altra in questi mesi, soltanto il buonsenso, quel buonsenso che in questi mesi di totale libertà è stato assente, che si è smarrito tra la noncuranza di una mascherina legata al polso e un colpo di tosse al vicino al bancone di un bar di una discoteca, vanificando quasi totalmente i mesi duri che ci siamo lasciati alle spalle e che hanno messo in ginocchio l’intera nazione tra le corsie degli ospedali.

Gli oltre 600 contagi, i ricoveri che aumentano giorno dopo giorno hanno messo in allarme il Governo che ha emanato un’ordinanza che riporta misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria in corso. La nuova ordinanza governativa arriva all’indomani di ferragosto, con un numero di contagi in aumento, sancendo una nuova stretta sulle mascherine e sulle discoteche. L’estate, per molti italiani, si è svolta all’insegna del divertimento, tra locali, strade affollate, discoteche e piazze. In tanti continuano a non indossare la mascherina, altri ancora sono tornati da altre regioni o altre parti del mondo per affrontare la movida senza le misure basilari di prevenzione. La movida delle piazze affollate, delle discoteche con giovani stipati, da Nord a Sud, come sardine, è terminata. Un meccanismo che si è dimostrato fallimentare perché impossibile da gestire. L’ordinanza riporta l’obbligo della mascherina in una fascia oraria specifica che va dalle 18.00 alle 06.00 su tutto il territorio nazionale, sia negli spazi aperti che nei locali, dove è più facile la formazione di assembramenti di natura spontanea e/o occasionale. Sembra strano che l’ordinanza si focalizzi soltanto su una fascia oraria specifica, non tenendo conto invece che nelle ore diurne si possano formare assembramenti di natura spontanea e/o occasionale: pensiamo ai mercati rionali, per esempio. La nuova ordinanza riporta le seguenti misure:

a) è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale;

b) sono sospese, all’aperto o al chiuso, le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico.

2. Le Regioni possono introdurre ulteriori misure solo in termini più restrittivi rispetto a quelle dicui ai punti a) e b)

Anche il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo è intervenuto sulla questione Covid19 e nuovi contagi in provincia di Trapani, scrivendo sulla sua pagina facebook –in prima battuta- un messaggio che riportava quanto sta accadendo: “stamattina sono stato informato che i casi di Covid-19 nella nostra provincia sono aumentati dai 7 dei giorni precedenti ai 15 di oggi. Di questi, circa 6-7 sono stati verosimilmente infettati sull’autobus della tratta Trapani-Palermo da un lavoratore pendolare del trapanese. Adesso l’Asp sta cercando di individuare tutti coloro che sono venuti a contatto con i nuovi positivi. Questo conferma il fatto che il virus continua a circolare e che se fossero fatti ancora più tamponi, come chiedo insistentemente alla Regione sin dall’inizio dell’emergenza, si troverebbero più soggetti positivi, dato che momentaneamente la maggior parte di questi sono asintomatici”. Aggiungendo al messaggio, in chiusura: “ora tutto dipende dal comportamento di ognuno di noi”.

La reazione di una buona parte dei cittadini non è stata favorevole al messaggio del Sindaco. In molti hanno sottolineato che il concerto di Massimo Ranieri che doveva essere annullato dato che vi sono stati assembramenti alla biglietteria. Altri ancora hanno fatto riferimento alla notte di ferragosto e a richieste di maggiori controlli su tutto il territorio. Il buon senso tanto decantato ha portato, anche a Marsala, in questi ultimi mesi, ad assembramenti in piazza con gente senza mascherina o distanziamento sociale che si è divertita a ballare in queste notti d’estate. Serate danzanti, in centro o in periferia. Spiagge affollate di giorno, di giovani stipati come sardine, con un cocktail in mano e senza la benché minima ombra di una mascherina. Il Sindaco Di Girolamo, con  un lungo messaggio, ha risposto diverse ore alle polemiche lanciate dai cittadini e tra le tante cose ha scritto: “basta invocare controlli, ognuno sia responsabile di se stesso!”.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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