
Sembra proprio che la Movida, a Marsala, sia concessa soltanto ad alcuni, mentre per altri rimarrebbe vietata. Un episodio che sta facendo molto discutere si è verificato sabato 4 luglio, in pieno centro storico quando alcuni ragazzi africani volevano entrare all’Antico Mercato, luogo di ritrovo per tutta la movida marsalese. In un video girato con un telefonino da uno dei ragazzi tenuti fuori da noto luogo di ritrovo e che testimonierebbe quanto accaduto ieri sera, in cui un buttafuori chiede al ragazzo di non fare video e foto, e uno dei ragazzi africani chiede di entrare, sottolineando come mai possono entrare gli italiani in gruppo mentre a loro, invece, quell’ingresso è vietato. I ragazzi africani, nel corso del dialogo con i buttafuori, aggiungono che l’episodio sarebbe accaduto anche il sabato precedente. “Mi hanno detto di fare così, non sono razzista, stasera hanno detto questo, non potete entrare”, sottolinea uno dei due buttafuori, mentre alle loro spalle continuavano ad entrare ed uscire tranquillamente cittadini.
“L’episodio di cui veniamo a conoscenza circa il mancato ingresso ieri sera all’Antico Mercato da parte di un gruppo di giovani extracomunitari, ci dispiace e ci amareggia molto. E’ un episodio che non contiene sfumature da interpretare e che, dopo averne osservato il video, che in queste ore circola sui social, condanniamo senza se e senza ma. Viviamo in un momento storico particolarmente delicato, in cui esprimersi con chiarezza, senza lasciare adito a fraintendimenti affinché sia chiaro il proprio pensiero e non venga strumentalizzato in nessun caso, è più importante che mai.” – ha dichiarato il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, aggiungendo- “Vorremmo che non si verificasse mai più un episodio del genere nella nostra città e che non fosse necessario stigmatizzare alcun comportamento, come tocca fare invece oggi. Abbiamo inviato il video alla Polizia Municipale per i dovuti accertamenti, in seguito ai quali prenderemo gli eventuali provvedimenti del caso. Per il momento voglio rassicurare quanti leggono e si sono indignati per quanto verificatosi: Marsala crede nell’accoglienza e condanna discriminazioni di qualunque tipo”. Non esistono altre interpretazioni davanti ad una porta sbattuta in faccia a dei ragazzi che avrebbero voluto semplicemente trascorrere un sabato sera proprio come i loro coetanei che -come si evince dal video- entravano all’Antico Mercato senza alcun problema.
“Quello che è successo ieri sera a Marsala, dove un gruppo di ragazzi sono stati respinti da un locale semplicemente per il loro colore della pelle, è totalmente inaccettabile. Piena solidarietà a Ali Omar Fofana e ai suoi amici che a Petrosino invece, abbiamo accolto a braccia aperte nella nostra squadra di calcio” –commenta il Sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone che aggiunge- “Ma le belle parole in occasioni come queste non bastano. C’è una proposta di legge contro ogni discriminazione da approvare in parlamento e proposta da Alessandro Zan. Se veramente vogliamo far passare un brutto momento a chi ancora si ostina a riportare la nostra società al medioevo dobbiamo batterci per punire con la forza della legga ogni forma di razzismo e discriminazione. Esattamente come avviene in quasi tutti i paesi occidentali. Ora basta, dobbiamo darci una smossa!”.
La morte di George Floyd ha sconvolto il mondo intero e in ogni parte del mondo si sono tenute manifestazioni di solidarietà per il cittadino afroamericano soffocato da un poliziotto di Minneapolis. Una vicenda che ha letteralmente sconvolto l’opinione pubblica nell’epoca post-lockdown, con l’eco delle proteste che ha infiammato anche le piazze italiane, accendendo anche dibattiti circa la toponomastica delle città e la presenza di alcune statue presenti nelle piazze. Mentre in America sono state abbattute le statue di Cristoforo Colomba, Robert E. Lee, Jefferson Davis e il film “Via col Vento” è stato momentaneamente cancellato dalla piattaforma HBO Max perché ritenuto razzista, in Italia è scoppiata la polemica sulla statua di Indro Montanelli e la vicenda legata alle sue dichiarazioni riguardanti l’acquisto di una bambina eritrea di 12 anni durane il colonialismo fascista in Africa.
Mentre il mondo subiva l’eco delle rivolte, sui muri di Marsala comparivano scritte come “No Floyd, No Party” con una croce celtica a fianco e due settimane prima, sempre in Via Cammareri Scurti, compariva la scritta: “Vox Populi. Bellanova zecca rossa”, indirizzata al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Una scia di vernice che ha macchiato i muri della città anche il 17 maggio scorso, quando sui muri del porto è comparsa la scritta “Anna Frank tifa Trapani”. Qualche anno prima, invece, erano apparse addirittura scritte che inneggiavano a Luca Traini, il 28enne di Macerata, estremista di destra che a bordo di un’autovettura ha sparato a diversi stranieri, giustificando il suo gesto così: “per me gli spacciatori avevano ucciso Pamela, e gli spacciatori erano loro, i negri. Li chiamavo così. Oggi li chiamo neri”. La mattina del 25 aprile di quest’anno è successo di nuovo e qualcuno ha tentato di macchiare nuovamente con della vernice nera le radici di questo paese che si fondano sul sacrificio di chi è morto durante la Resistenza. Ignoti hanno imbrattato la targa voluta dall’ANPI, installata diversi anni fa dal Comune di Marsala sul lungomare Boeo in memoria di Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi, originarie di Marsala e morte durante il secondo conflitto mondiale da partigiane. Sui blocchi di cemento che delimitano l’area, invece, sono state trovate delle svastiche disegnate.



























