
“La satira è un’espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente” asseriva Dario Fo. Esistono giornate uggiose che iniziano con una tazza di caffè bollente in una mano e l’altra invece che desensibilizza la cute, promettendo cascate di forfora al pavimento. Non è certo un bello spettacolo da raccontare ai lettori, ne siamo consapevoli, soprattutto durante l’ora di pranzo e neppure per la cena ma quasi sicuramente molti di voi si saranno rivisti in questa immagine così pittoresca e molto naif. Ne siamo certi.
Tralasciando la forfora ai capelli, la vestaglia sgualcita e l’insolito desiderio di revisionismo storico che assale improvvisamente i leoni da tastiera che tentano quotidianamente di mettere i bastoni tra le ruote alla sana informazione mediante teorie e congetture bislacche, esistono in rete anche delle simpatiche realtà che nascono con l’intento di strappare un sorriso –giorno dopo giorno- attraverso un parsimonioso lavoro che tesse le proprie trame sul tessuto urbano della città, estrapolandone alcune simpatiche sfaccettature.

Franco Cascio e Andrea Tuttoilmondo -due giornalisti- hanno già curato insieme una rubrica di satira chiamata Sciarliebdò sul sito Qunta Stories. Qualche anno fa, Andrea ha creato la pagina satirica “Lor’a”, ripresa da entrambi durante questi mesi così difficili di Coronavirus e lockdown. “Ma soprattutto – afferma Franco Cascio – per colmare un vuoto: a Palermo nessuno fa satira, la satira non esiste. Molti cabarettisti e tantissimi comici del web più o meno validi, ma nessun autore satirico. Così la satira ce la siamo fatta noi. Come quando non ti piace la frutta che trovi al negozio e decidi di farti l’orticello per coltivarla per te stesso”.



























