Massimiliano Cordova era uno degli 80 italiani che si trovavano in Colombia. Adesso è tornato a casa, in Sicilia, nella sua terra. Lui è originario di Palermo. E’ divorziato e ha due splendide bambine che non vede l’ora di abbracciare. Due settimane fa ci ha contattato che la situazione in Colombia era disperata, c’erano donne incinta, diversi anziani, gente che doveva tornare dalle proprie famiglie, in Italia. Massimiliano ci aveva raccontato che era stato predisposto un solo volo umanitario italiano e che verosimilmente altri voli con l’Italia non ci sarebbero stati ma che sarebbero stati gestiti soltanto da altre ambasciate straniere, il che risultava per loro depenalizzante in quanto sarebbero stati avvertiti soltanto tre giorni prima e avrebbero dovuto viaggiare, pagando di tasca propria fino a 1000 euro per 1000 km per raggiungere la capitale Bogotà, con il rischio di subire attacchi o essere sequestrati lungo quelle strade disastrose. Bogotà –come ci ha raccontato Massimiliano- si trova ad altra quota e non è semplice raggiungerla, soprattutto per la gente che soffre di problemi di salute. Il suo viaggio di ritorno è iniziato a bordo di un Van, con un viaggio di 12 ore per arrivare da Medellin alla capitale Bogotà, per prendere poi l’aereo Bogotà-Amsterdam. Dopo aver passato una notte ad Amsterdam, ha preso un volo Amsterdam-Francoforte-Roma. Arrivato a Roma, ha trascorso una notte li per imbarcarsi poi sull’aereo per Palermo. Un viaggio durato quattro giorni, circa dieci ore di autobus, poi ancora hotel e voli. Tanti ancora gli italiani rimasti in Colombia perché non possono pagarsi il volo di 400 che li portava in Italia. Massimiliano è tornato in Italia insieme alla sua compagna e il bambino. Ci ha riferito che hanno pagato 1500 euro a testa, per un totale di 5000 euro complessivi. Quanta gente c’è ancora bloccata in Colombia e ch non riesce a tornare in Italia perché non può permettersi di pagare il viaggio di ritorno? Massimiliano ci ha raccontato il suo lungo viaggio di ritorno in questo lungo video.
Coronavirus, cittadini italiani bloccati in Colombia: “c’è ancora tanta gente lì che aspetta di rientrare”
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