
La città di Marsala ha istituzionalmente ricordato il 28° Anniversario della Strage di Capaci -in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvilloe gli agenti Antonio Montinari, Rocco Dicillo,Vito Schifani- con l’esposizione di un lenzuolo bianco nella facciata del Palazzo comunale. “L’emergenza sanitaria non può farci dimenticare Giovanni Falcone e quanti hanno pagato con la vita la lotta alla criminalità organizzata -afferma il sindaco Alberto Di Girolamo- Ed oggi, nella giornata della ricorrenza di quell’eccidio, è assolutamente necessario ribadire la totale condanna di ogni atto mafiosoche attenta alla vita democratica”.
Il 23 maggio del 1992 era un sabato, proprio come oggi e il silenzio di tutta Palermo veniva improvvisamente interrotto dalle sirene della Polizia, dalle ambulanze e dagli elicotteri. Un silenzio surreale proprio come quello di oggi, interrotto improvvisamente dal suono dalle note del silenzio che ricordano le vittime. Ventotto anni fa, però, la città di Palermo interrompeva il proprio silenzio con il rumore delle sirene e le urla di chi ha perso un marito, un figlio o un parente dentro quella voragine lungo la strada che ha strappato la vita a vittime innocenti, creata dalla mano mafiosa.
Erano le ore 17.58, quando l’autostrada A29, all’altezza di Capaci, viene sventrata da 400kg di esplosivo. Tutto si ferma, immediatamente e con la Strage di Capaci si fermano anche le speranze dei siciliani onesti che avrebbero voluto una terra migliore, diversa. Cinquantasette giorni dopo la Strage di Capaci, si interrompeva ancora una volta in Via D’Amelio, quando veniva fatta esplodere una Fiat 129 imbottita da 90 kg di esplosivo.“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”, asseriva Giovanni Falcone.



























