Il sociologo Francesco Pira: “Viviamo la quarantena come occasione per ritrovare noi stessi”

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Il Coronavirus continua ad essere un’emergenza sanitaria senza precedenti, in tutto il mondo. Tanti i morti, tanti i malati e gli operatori sanitari che ogni giorno lottano per sconfiggere questo male invisibile. Una morsa che si stringe lentamente anche sulle vite dei cittadini che, dopo un mese di quarantena, iniziano ad accusare i primi segnali di stanchezza e stress dovuto ad un isolamento domestico che non lascia margini di sicurezza per il futuro. Molti riescono a ottimizzare il tempo, producendo quanto più possibile attraverso i mezzi a disposizione o riflettendo sul proprio presente, altri ancora, invece, hanno paura di affrontare il domani con una stretta di mano, un abbraccio e il sorriso dietro la maschera sembra essere diventato quasi la normalità. Francesco Pira, sociologo e professore di Comunicazione all’Università di Messina, in un’intervista all’agenzia di stampa russa Sputnik Italia, pubblicata sulle pagine in italiano e tradotta in varie lingue e firmata dalla giornalista Tatiana Santi della redazione italiana: “Sicuramente per alcuni questa quarantena è servita per riflettere, ad altri ha aumentato le ore di lavoro e di reperibilità. È cambiato il rapporto spazio-tempo, perché si è sempre collegati on line e si sono abbattute le barriere che avevamo prima, ad un certo punto chiudevamo la nostra giornata di lavoro e basta. Oggi siamo operativi ormai 12-13 ore al giorno, per alcuni la situazione è peggiorata. Consideriamo che in alcune famiglie ci sono entrambi i genitori che lavorano, i figli studiano a scuola o all’università, quindi devono coabitare tutti condividendo gli spazi e collegati con diversi terminali e in situazioni diverse”.

La pandemia provoca, si legge nell’articolo, paura e insicurezza nel futuro, ma ha anche permesso di rivalutare alcuni aspetti della vita che facevamo, fin troppo spesso da noi criticata. Una stretta di mano, un abbraccio, degli sguardi che si incrociano per strada, un sorriso ad uno sconosciuto durante una passeggiata. Molti gesti, dati per scontati, ora ci sembrano fondamentali, indispensabili. Sputnik ha chiesto al professor Francesco Pira quali sono i lati positivi della quarantena.

“Abbiamo più ore – ha risposto il sociologo-  per coltivare il rapporto con noi stessi, per leggere, per studiare, per relazionarci con gli altri anche se in forma indotta. Ora comunichiamo attraverso le video chiamate, attraverso le telefonate che parzialmente abbiamo riscoperto. Abbiamo scoperto per la prima volta la preghiera fatta davanti ad un computer o ad uno smartphone. Abbiamo anche scoperto una importante speranza di ritornare a quella vita che ci sembrava così brutta e faticosa. Questo è un altro aspetto molto positivo. In questi giorni stiamo desiderando di ritornare alla vita che criticavamo”.

Anche se chiusi in casa possiamo essere felici ha domandato la giornalista al docente universitario italiano. “Felici è una parola grossa  – ha concluso il professor Pira-  la letteratura ci spiega che la felicità è un concetto utopico. In alcuni momenti eravamo sereni e questa serenità è venuta meno, perché siamo pieni di paura del virus, un nemico oscuro che non sappiamo combattere. La scienza, infatti, non ci ha ancora dato le giuste risposte. Abbiamo paura per la situazione economica, che è molto gravosa. Questa paura dell’oggi e del domani ci fa ripensare a quello che facevamo ieri con grande piacere. Facendo le dovute differenze, perché in questo il nostro Paese è molto diviso, al sud per esempio ci manca molto il contatto umano, per noi è importante abbracciarci, baciarci, toccare le persone. Ci manca la sensazione materiale del volere bene ad un’altra persona. Noi ci stiamo accorgendo della forza che possono avere alcuni gesti ora, nel momento in cui non lo possiamo fare”.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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