La situazione per gli italiani in Colombia è tragica e non vengono trattati proprio con i guanti. Paolo De Marco è un cittadino italiano bloccato in Colombia e in un videomessaggio racconta che il 13 aprile l’ambasciata colombiana gli ha comunicato che c’era disponibile un volo umanitario gestito dal Belgio per portare a casa i loro cittadini e che ci sarebbero stati dei posti liberi ma la priorità sarebbe stata loro. Paolo ha comunicato i suoi dati, la sua disponibilità a partecipare a questo volo. Con l’Ambasciata ha creato un gruppo di persone disposte a trasferirsi e arrivare a Bogotà (Colombia). Nel video racconta che hanno dovuto affittare un auto e l’hanno dovuta pagare 1milione di pesos (250 euro). E’ stato un viaggio lungo e difficile quello di Paolo, ha percorso 20 ore in macchina. E’ stanco, fisicamente e psicologicamente, non dorme da due giorni. Racconta di essere arrivato all’aeroporto di Bogotà (Colombia), di aver fatto una fila iniziata alle 3 del mattino per prendere l’aereo alle 9:00. Hanno aspettato tantissime ore in piedi. Alle 8:00, però, gli hanno comunicato che erano rimasti soltanto sei posti e loro erano in nove. Il nome di Paolo era stato scelto e avrebbe dovuto prendere quel volo per tornare in Italia. Invece non è andata così. Sarebbe arrivato in Italia il 4 aprile ma tutto è stato vanificato. Paolo chiede che l’Italia faccia qualcosa di concreto per gli italiani in Colombia, che non li lasci da soli.
Ecco il suo videomessaggio:
Coronavirus, tra gli italiani in Colombia un marsalese: “lo Stato Italiano non sta facendo nulla per noi”
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