In questi giorni si è sentito di tutto: da chi non arieggia casa per paura che entri il virus (quasi fosse un gabbiano), a chi lecca il water delle stazioni per “immunizzarsi”, passando per chi (pericolosamente) pensa di dover disinfettare la bocca con la candeggina chi ha cominciato a mettere la mascherina dentro casa pur vivendo solo.
Se avete pensato che una di queste pratiche sia sensata, siete fuori strada e vi consiglio di leggere con attenzione questo articolo. Qualora non si fosse ancora intuito, oggi parleremo di igiene: tutti parlano tanto di pulire bene e spesso le superfici, ma come?
Ancora non si sa in modo esatto quanto questo virus possa sopravvivere sulle superfici (perché questo tempo dipende da tanti fattori quali tipo di materiale, temperatura, umidità, ph…) ma per fortuna siamo certi che semplici disinfettanti come l’alcol (etanolo) al 70% e la candeggina sono in grado di uccidere il virus.
Cosa pulire?
Vanno puliti soprattutto gli oggetti che si usano spesso (come cellulare, auricolari…) ma anche le superfici più utilizzate delle aree comuni della casa come interruttori della luce, telecomandi, tavoli, sedie, maniglie delle porte, scrivanie, bagni, lavandini. Qualora ci fosse una persona infetta in casa, va posta particolare attenzione alle superfici toccate frequentemente dalla persona malata: queste devono essere pulite e disinfettate ogni giorno.
Cosa utilizzare?
Prima di utilizzare un prodotto bisogna sempre leggere le indicazioni fornite dal produttore, ciò consentirà di usarlo al meglio, di risparmiare non sprecandone neanche una goccia e di non rovinare le superfici. Ad esempio non usate amuchina o candeggina per pulire tessuti in pelle e plastica, in questi casi è meglio usare la soluzione alcolica con un panno.
Attualmente le raccomandazioni dell’OMS indicano l’uso di Alcol etilico al 70-75% per disinfettare le superfici ma anche strumenti come il termometro.
L’alcol etilico in commercio in genere si trova a 90°, questo è volatile, quindi permane poco sulla superficie da pulire perché evapora. Questo spiega perché l’alcool etilico puro è meno battericida delle soluzioni in acqua.
Come fare per produrre a casa il disinfettante? Se avete la bottiglia da 1L a 90° di alcol, per portarlo a 75° basta rimuovere dalla vostra bottiglia 167 ml di alcol e sostituirlo con la stessa quantità di acqua di rubinetto. Non buttate l’alcol rimosso, ormai è diventato l’oro trasparente, ma conservatelo in un barattolo di vetro. Inoltre non dimenticate che l’alcool è altamente infiammabile, e può seccare ed irritare la pelle.
Anche varichina o candeggina vanno bene per la maggior parte delle superfici. La percentuale di cloro attivo in grado di eliminare il virus senza provocare irritazioni dell’apparato respiratorio è lo 0,1%. Il ministero della salute dice che la concentrazione allo 0,1% va bene anche per la disinfezione dei pavimenti e consiglia di passare un panno umido con acqua e sapone per rimuovere prima lo sporco più superficiale, e poi di usare la candeggina.
Facciamo qualche esempio.
Spesso la candeggina comune si trova al 5% di contenuto di cloro. Quindi per pulire dovremo diluirla in acqua per ottenere la giusta percentuale di 0,1% di cloro attivo. Per preparare 1 bottiglia da 1 litro di candeggina pronta all’uso (non usate le bottiglie per l’acqua da bere ma bottiglie più resistenti) bisogna prendere 20 ml di candeggina e 980 ml di acqua.
Per prepararla o durante le operazioni di pulizia è consigliato indossare guanti resistenti, occhiali e aprire la finestra, l’inalazione dei vapori può provocare tosse e irritare la gola, e se finisce sulla pelle causa rossore e dolore.
Se invece dovete pulire i sanitari del bagno può essere utile usarla più concentrata: usando 100ml di candeggina (al 5%) in 900 ml di acqua.
Quando si usano prodotti per la pulizia è necessario arieggiare gli ambienti, sia durante che dopo, perché possono irritare le vie respiratorie.
Attenzione a non miscelare prodotti diversi tra loro, non si forma un prodotto più potente, anzi in certi casi i prodotti potrebbero inattivarsi a vicenda e, purtroppo, spesso ciò può generare sostanze e gas pericolosi e nocivi con rischio di intossicazione. Quei disegnini gialli, rossi, arancioni con teschi o altro non sono messi per abbellimento della confezione, ma vengono inseriti (grazie a delle normative che regolano l’etichettatura) per garantire un certo livello di protezione per la salute umana e di tutela dell’ambiente.
E le mani?
Riguardo le mani non c’è bisogno di staccarsi la pelle, la cosa migliore è usare il comune sapone; vi consiglio di usarne uno non aggressivo per evitare che possano crearsi irritazioni visto che dobbiamo lavarci più furentemente del solito.
Sulla pelle abbiamo diversi meccanismi aspecifici di protezione dagli agenti esterni: nell’ultimo strato ci sono le cosiddette cellule di sfaldamento cioè delle cellule che, staccandosi un poco per volta ma continuamente, limitano l’attecchimento persistente dei microrganismi. Altri meccanismi di difesa sono il ph acido (intorno a 5.5) ed un secreto, prodotto dalle nostre ghiandole sebacee, che contiene sostanze antimicrobiche. Inoltre, sulla nostra pelle, vive una flora che evita l’eccessiva proliferazione da parte di patogeni. Per queste ragioni è importante trattare bene le mani, quindi laviamole spesso, ma con saponi non aggressivi (meglio con ph tra 5 e 6) e senza diventare ossessivi.
Gli animali?
A proposito di zampe vorrei riportarvi una FAQ che si trova sul sito del ministero della salute: «Le zampe dei cani possono essere veicolo di coronavirus e vanno sterilizzate con la candeggina?» FALSO!
La candeggina non va assolutamente usata per disinfettare le zampe dei cani al rientro da una passeggiata, nemmeno se molto diluita in acqua. Quando si rientra in casa è opportuno provvedere alla sua igiene pulendo prima le zampe con prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro) e poi asciugandole bene. Non vanno usati prodotti aggressivi né quelli a base alcolica perché possono indurre fenomeni irritativi, causando prurito. Il mantello va, invece, spazzolato e poi passato con un panno umido.
Quindi non torturate le vostre mani ma nemmeno quelle dei vostri fedeli amici.





























