GLI OPERATORI SOCIO SANITARI A CONTE: “COSI’ NON VA…”

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“Non accettiamo più queste condizioni – inizia così lo sfogo di alcune operatrici socio sanitarie indirizzato al premier Conte – adesso è il momento di dire le verità. Abbiamo fatto delle analisi territoriali e ci siamo imbarcate nell’affrontare le vere difficoltà che tutti lamentano. Iniziamo a dire che l’O.S.S. svolge le sue mansioni sia nel pubblico che nel privato con molte differenze che hanno portato la figura ad essere usata sotto tutti i punti di vista. Se non si sistema la nostra situazione e non si dà agli O.S.S il riconoscimento che abbiamo sempre chiesto e mai ottenuto, resteremo sempre quella categoria che viene tirata fuori in casi di necessità ed emergenza come adesso in un momento dove il COVID-19 ci mette a dura prova. Basta, adesso è giusto per la categoria mettere in chiaro che non va più bene nulla per noi.

Nel privato lavoriamo velocemente con il fiato sospeso e con l’orologio puntato perché altrimenti ti rimproverano e ti licenziano. Cerchiamo di essere sempre con il sorriso e di porgerci con amore verso gli ospiti e non possiamo più nascondere che nella maggior parte del lavoro
privato i contratti non vengono fatti come O.S.S ma come OSA, almeno qua al Sud. Molti vanno via perchè non si sentono giustamente trattati come operatori e avvolti in un vortice che soffoca la professione. Tutto
ciò non si può più accettare. Gli stipendi vengono erogati ogni 5 mesi. Forse perché noi siamo quelli che amiamo il nostro lavoro e quindi siamo sempre presenti per i nostri pazienti? Non possiamo tacere.

Adesso basta. Adesso, tutto si è fermato per noi nel privato e ci sentiamo come un interruttore che si pigia solo se c’è buio e la lampadina si accende. No, noi non siamo così, brilliamo di luce propria perché siamo umani,
siamo angeli, illuminiamo i volti, spargiamo amore e alleviamo le sofferenze perché ci facciamo carico di tutto, siamo i careghiver, siamo anime buone che diamo colore alla vita degli altri, e non possiamo tacere.
Tutto sta venendo fuori con la pandemia COVID-19 e rivolgiamo il pensiero ai nostri colleghi contagiati, in quarantena ma ancor di più a tutti quelli che abbiamo perso nella battaglia e che non potranno essere al nostro fianco per dire basta. Basta per loro, basta per i nostri pazienti, basta per i colleghi che non possono essere presenti allo sfogo perché in trincea, basta a tutto.

Chiediamo adesso un riconoscimento e che questa figura possa adesso avere una dignità. Sosteniamo e siamo pronti a dimostrarlo che se non si inizia a sistemare il privato il pubblico sarà uguale. Non capiamo cosa costa al Governo Centrale riconoscere la figura, del resto siamo migliaia e mai nominati. Non vogliamo il misero aumento che ci schiaffeggia davanti il rischio perché non siamo riconosciuti e non possiamo accettare che ci venga rivolto un semplice grazie economico.

Ci stiamo veramente stancando per le umiliazioni che riceviamo, per i comportamenti indifferenti verso la categoria e verso chi non ci sostiene. Qualcuno cerca di ottenere qualcosa ma siamo noi O.S.S. che ci
mettiamo in prima fila senza paura. Finiamola di insabbiare le verità perché abbiamo accompagnato i pazienti alla morte e li abbiamo tenuti stretti regalando loro un sorriso e una carezza accantonando noi stessi e la
nostra incolumità ed ancora li abbiamo visti piangere di gioia quando increduli hanno lasciato i reparti. Loro ci sorridono con gli occhi quando possono e adesso più che mai siamo la figura che guardano prima di
chiuderli.

Chiediamo adesso tutti il giusto riconoscimento al governo centrale. Nulla sarà come prima. Le persone hanno scoperto la necessità e il valore dell’umanità nazionale, i diritti di cui sono stati privati e le
conseguenti morti. Non è possibile mettere sul piatto la vita degli O.S.S. a fronte dell’indifferenza verso il riconoscimento”.


La Presidente AIPOSS: LAURA MANTIONE
LE O.S.S.: MARIA FIDONE – ANNA CONCETTA SORRENTINO – MARIA GABRIELLA NASO – ROSALIA GIARDINA

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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