martedì , 28 Giugno 2022

URBI ET ORBI E BARBIERI: L’UMANITÀ DI CHI GOVERNA.

Pioveva giorno 27, pioveva un po’ ovunque.

Sia dentro i cuori sia fuori casa.

Intorno l’oramai consueto e surreale silenzio.

Quanto sono cambiate le città in così poco tempo e come stiamo cambiando noi in soli venti giorni.

Il mondo così come lo conoscevamo sembra svanire all’orizzonte di una tempesta invisibile che ci ha travolti tutti, nessuno escluso.

Visi stanchi, espressioni gravi, andature claudicanti, capelli in disordine, momenti di distrazione e altri di contemplazione, fiato corto e voci pregne che echeggiano nel vuoto circostante.

In questo scenario abbiamo assistito al volto più umano e nascosto di due capi di Stato, alla resilienza e compostezza di chi, nonostante i fardelli e le responsabilità del ruolo, supera la propria stanchezza e confusione per garantire parole di conforto a milioni di persone.

Non è facile per nessuno e venerdì 27 è stato più chiaro che mai.

In questa quaresima dove l’isolamento, più che una condizione sembra essere il protagonista indiscusso, riecheggiano i messaggi di uno stanco Papa Francesco e di un provato Mattarella.

Mai si era vista Piazza San Pietro così deserta né il Quirinale così desolato.  

In tempi dove la fede è messa a dura prova e la speranza sembra una fiammella vulnerabile il pensiero di un abbraccio fatto di parole è balsamo per il cuore.

“Perché avete paura? Non avete ancora fede?”

Così risuonano i versi del Vangelo in una Piazza San Pietro deserta come mai prima.

Quell’uomo vestito di bianco dalla camminata mesta e solitaria fa riflettere sulla condizione umana, sulla fragilità del singolo e sulla necessità di salvezza. Non parla solo ai cattolici, Papa Francesco diventa messaggero universale di pace e speranza per tutti. Il suo messaggio ha superato ogni frontiera. Ci chiede di scegliere, di riuscire a distinguere ciò che è necessario da quello che non lo è.

“Non avete ancora fede?”

Il bisogno di salvezza, ci dice, non è altro che l’inizio della fede. La consapevolezza che seppure costretti alla divisione possiamo essere uniti per uno scopo comune, per credere che dopo tutto questo qualcosa di migliore arriverà. Magari non come ci aspettavamo ma di sicuro l’ora più buia è quella che anticipa l’alba di un nuovo inizio.

Come investire queste ore preziose di riflessione? Come esistere normalmente se anche i più piccoli gesti quotidiani ci sono negati? Non possiamo tornare più indietro eppure procedere verso il futuro ci fa assumere la stessa andatura incerta di un bambino ai suoi primi passi.

Siamo convinti di essere soli in queste ristrettezze. Le incomprensioni diventano giganti in gabbie striminzite ma dopo il discorso di Papa Francesco ecco che un altro piccolo miracolo prende forma.

Ce lo regala una telecamera apparentemente o volontariamente distratta.

Sentiamo un…

“Giovanni non vado dal barbiere nemmeno io…”

Ed è subito complicità.

Un inconsapevole Mattarella nell’intimo gesto di passarsi la mano tra i capelli più lunghi del solito ci lascia intendere come la tempesta non abbia fatto distinzione alcuna.

“Caro Presidente, come la capiamo!” verrebbe da dirgli.

Mentre con la sua estrema compostezza perde la pazienza con Giovanni che muovendosi gli fa smarrire il filo del discorso, scappa uno spontaneo…

“Presidente, non ho idea di quello che sta per annunciare, comunque sia, grazie!”

Per la prima volta la maggiore carica istituzionale italiana ha fatto intravedere l’umanità di un personaggio che siamo soliti vedere compito e impostato.

Quella telecamera ha commesso un errore mai avvenuto nella storia della Repubblica italiana eppure mai errore è mai stato più gradito.  

Senza nemmeno rendersene conto, questi due uomini, in tutta la loro spontanea umanità si sono stati dei leader, delle ancore di salvezza nel bel mezzo della tempesta.

Lontani dalle teatralità e dalle austerità dei ruoli, di quelle differenze sociali così evidenti prima di questa tragedia, ecco risuonare finalmente l’eco del Vangelo.

“Voi non abbiate paura!”

Quella dell’Urbi et Orbi è stata veramente una benedizione.

“Abbiamo altre volte superato momenti difficili e drammatici, certamente, vi riusciremo insieme anche questa volta!”

(Discorso completo benedizione Urbi et Orbi, 27 Marzo 2020, Libreria Editrice Vaticana, http://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2020/documents/papa-francesco_20200327_omelia-epidemia.html)

(Fuori onda di Mattarella, Youtube, 00:13 https://www.youtube.com/watch?v=uHMaE1Lm6fc)

A proposito di Alessandra Bonanno

Siciliana a 360°: padre catanese e madre marsalese. Fuoco dell’Etna nelle vene, vento tra i capelli e sale nel cuore. Sono una traduttrice professionista laureata presso l’Istituto per Interpreti e Traduttori di Trento e attualmente immatricolata all’Università di Catania in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations. Credo che il mondo sia un grande teatro, con miliardi di attori, l’attualità è il loro palcoscenico. Sono una profonda sostenitrice della verità, anche quella più scomoda e dei fatti, raccontati nella maniera più oggettiva possibile.

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