
Pochi giorni fa è rimbalzato ai rigori della cronaca nazionale un video del TGR Leonardo risalente al novembre 2015, firmato da Maurizio Menicucci, in cui si sosteneva che gli scienziati cinesi avessero creato, per motivi di studio, un virus in laboratorio dal pipistrello e dai topi. Nel servizio, inoltre, veniva enunciato che i ricercatori avevano iniettato una proteina superficiale presa dai pipistrelli su un virus che provoca la Sars ricavata da topi. Un virus che avrebbe potuto colpire l’uomo, diceva il servizio. Sui social è scoppiata una rapida condivisione del video in cui molti hanno sostenuto che ci fossero reali prove della correlazione tra il Coronavirus e quei test in laboratorio. Secondo molti, infatti, alcuni ricercatori di Wuhan avrebbero creato un’arma batteriologica che sarebbe poi sfuggita dalle loro mani, per un incidente o altre cause ancora da definire, generando infine la pandemie che stiamo fronteggiando. Questa ipotesi è stata fermamente respinta dalla comunità scientifica che, in merito all’origine del virus, sottolinea che è naturale. Ma come si sta muovendo concretamente la comunità scientifica per combattere il Covid-19?
Sono in corso 44 progetti di vaccino anti SarsCoV2 nel mondo ma resta da capire quale sia il più sicuro. Seth Berkley, direttore esecutivo della Gavi Alliance, ha rivelato che: “se vogliamo massimizzare le possibilità di successo e avere una quantità di dosi in grado di mettere fine alla pandemia di Covid-19 sforzi frammentari come quelli attuali potrebbero non essere sufficienti” –ha continuato – “è adesso il momento per uno sforzo coordinato per il vaccino, con un approccio tipico della Big Science”. Berkley ha aggiunto che dovranno essere condotti test in parallelo, non in sequenza e: “sperimentati in diverse popolazioni, dai Paesi ricchi a quelli in via di sviluppo, dai bambini agli anziani, in modo proteggere tutti”.



























