
LEONARDO AGATE – Oramai è lotta italiana, orgogliosamente condotta, con l’ottimismo ferreo della volontà, nonostante le cifre del male sono drammatiche. Ci si sveglia ogni mattina, e si corre ad aprire il balcone o le finestre di casa: non sia mai che possa sfuggirci il canto melodico di un vicino, che dalla sua apertura sulla via ci canta e ci suona. Poi, tutti ad applaudire. Sui muri delle vie sono stati attaccati cartelloni multicolorati con un trionfale “Andrà tutto bene”.
“Vincere e vinceremo” era l’altro slogan dell’ultima guerra, persa. Non si può pedissequamente ripetere, l’on Fiano è pronto, nonostante il virus, a mandarci in galera. Certo che ce la faremo, tutte le epidemie a un certo punto scemano. E pure l’allegria nel disastro, la volontà di sconfiggere il male mentre sembra più forte, aiutano a sopravvivere. Abbiamo approntato, in attesa del vaccino risolutivo, le nostre armi tradizionali di contrasto: non si può avere vittoria immediata sul coronavirus, e allora cambiamogli il nome. È diventato Covid – 19; un medico più letterato è andato oltre, semplicemente ha detto “Covid19” senza trattino. È stata una bella semplificazione. Semplificheremo anche, ma dopo con calma, le procedure di acquisto delle mascherine, dei tubi, dell’ossigeno. Un altro commissario si affianchi, però, e già è stato affiancato al commissario nazionale Borrelli per l’emergenza. È stata la Regione Lombardia a richiamare Il mitico Bertolaso, che in altre tragedie ne ha segnati più di Maradona. Nel contrasto ambiguo di competenze tra Regioni e governo, un commissario in più aiuta, se non complica. Borrelli non si sente sminuito, purché lo lascino là con i suoi emolumenti. La mutazione nominalistica va avanti. Stamattina il virus cinese sembra essere scomparso: al suo posto si parla di SarsCov2. I medici studiano il fenomeno linguistico; si sono rivolti pure alla Crusca. Le promesse delle mascherine, che sono sempre in arrivo e non arrivano mai, mobilita pure la Consip, che farà da centrale di acquisto. Oh Dio, mi ricordo dello scandalo degli acquisti di qualche anno fa, tempi di Renzi, ancora nei processi in corso. La grande inventiva, il made in Italy si riconosce nello stock di mascherine arrivate da Borrelli all’assessore alla Sanità lombardo. Quest’ultimo, mostrandone una in televisione, ha dichiarato che si tratta di semplice carta igienica. Buono a sapersi. Da una settimana vado ogni giorno senza esito in farmacia per comprare la mascherina. Ora vado in bagno, e sono a posto.



























