
Questa è un’immagine forte che difficilmente dimenticheremo
e che sicuramente entrerà nella storia. È un’immagine che racconta il dramma di
questa pandemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Siamo a Bergamo e una
colonna di mezzi militari dell’esercito ha attraversato il cuore della città, dal
cimitero monumentale fino all’autostrada, trasportando le bare delle vittime
con Coronavirus che il cimitero bergamasco non riesce più a contenere. I corpi
verranno cremati in altri cimiteri di altre città italiane. La cappella del
cimitero monumentale contiene le bare allineate ed è giornalmente trafficata
dagli operatori delle pompe funebri, stremati e fortemente provati dal dolore.
Il forno crematorio di Bergamo può smaltire 25 morti al giorno, lavorando a
ritmo continuo. Ma i morti sono di più, quindi è stato necessario portarli
altrove. Parma, Rimini, Varese, Piacenza e ancora Modena, sono queste le città
in cui sono state trasferite le salme per essere cremate. Un dolore che si è
consumato nel silenzio spettrale di una sera, senza una lacrima da poter
versare lungo quelle strade, senza un ultimo saluto da poter rivolgere al
proprio congiunto o un vestito buono da poter fare indossare prima dell’ultimo
viaggio. Nessun abbraccio. Niente. Con il Coronavirus si muore da soli. Restate
a casa!



























