
Il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha firmato un nuovo DPCM con misure restrittive estese su tutto il territorio nazionale per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica del nuovo Coronavirus, alla luce di un’infezione che si sta propagando velocemente a macchia d’olio lungo tutto lo stivale. Tutti i congressi medici, gli eventi e le riunioni che coinvolgono il personale sanitario sono state sospese. Cinema, teatri, spettacoli in luoghi pubblici e privati sono stati annullati. Sono 6.387 i casi positivi da Coronavirus, 366 i deceduti e 622 i guariti. Cifre che salgono minuto per minuto, facendo sgranare gli occhi ai massimi esperti, e accendendo una giustificata preoccupazione nel cuore degli italiani che monitorano costantemente il sito del Ministero della Salute o del Dipartimento della Protezione Civile.
Il Sud Italia ha preso immediatamente le doverose misure di prevenzione per gestire l’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’ordinanza contingibile e urgente emanata dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci stabilisce che alla luce di una parte di cittadini che hanno transitato, sostato o sono domiciliati per motivi di studio o di lavoro in Lombardia dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria. Un rientro di numero così elevato provenienti dalle zone sopra indicate potrebbe comportare l’ingresso incontrollato di soggetti a rischio di trasmissione del virus con grave pregiudizio alla salute. È stata disposta la chiusura di piscine, palestre e centri benessere. Chiunque provenisse dalle zone sopracitate, deve comunicarlo al comune di provenienza nonché al proprio medico, con obbligo di permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni e divieto di contatti sociali, nonché divieto di spostamento.
Pochi giorni fa, A Montesilvano (Pescara) si è tenuto il firmacopie Elettra Lamborghini in un centro commerciale, con la calca che intasava le file, nel pieno focolaio del Coronavirus, mentre la gente intasa le farmacie alla ricerca di mascherine e amuchina in preda all’ansia e gli ospedali continuano ad affollarsi di malati, con i medici che lavorano senza sosta. Neppure a Bari hanno considerato l’emergenza sanitaria e le restrizioni di questi giorni e una folla di persone inferocita si è recata al firmacopie di Gabbani in un centro commerciale. Una leggerezza tutta made in Italy che si contrappone alle restrizioni di carattere mondiale che hanno portato all’inevitabile chiusura di confini e a un danno economico importante per tutti gli operatori del settore che hanno dovuto abbassare le saracinesche e annullare ogni tipo di evento a data a destinare. Tutto annullato, tutto chiuso, tutto ridimensionato dentro le mura di casa al fine di limitare un contagio dilagante. In parallelo sono nate iniziative importanti per combattere lo stress di questi giorni; Jean Luc Bertoni, patron dell’omonima casa editrice ha pensato di combattere lo stress di chi vive nella zona rossa ed è costretto a rimanere in casa, regalando un libro in formato digitale “del nostro catalogo a tutte le persone che attualmente sono in uno dei comuni interessati e ne fanno richiesta. Basterà selezionare un nostro titolo dal nostro sito www.bertonieditore.com ed inviarmi una mail a j.bertoni@outlook.it con nome, cognome e titolo scelto. I comuni interessati. Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Veneto: Vò”. Secondo quanto riportano i dati ISTAT, “sono 1.564 gli editori attivi censiti nel 2018: il 51,1% ha pubblicato un numero massimo di 10 titoli all’anno (“piccoli editori”), il 33,8% fra le 11 e le 50 opere (“medi editori”) e soltanto il 15,2% ha pubblicato più di 50 opere annue (“grandi editori”). I grandi editori coprono quasi l’80% della produzione in termini di titoli (79,4%) e il 90% della tiratura”. Un dato certamente incoraggiante ma in netto contrasto con il basso livello culturale di un paese che non acquista più libri ma preferisce alimentare la propria attività intellettiva attraverso i social network che spesso diventano il giusto megafono per gli imbecilli.



























