lunedì , 24 Febbraio 2020

Iene solo calunnie sull’Antimafia. Fava: “84 minuti di aggressioni e ingiurie”

“Una imbarazzante quantità di falsità dette dal giornalista de Le Iene durante un’intervista che mirava a screditare l’intero lavoro della Commissione antimafia sull’attentato al dottor Antoci.”

Lo dichiarano i deputati della Commissione regionale antimafia dell’ARS, in merito al servizio della trasmissione televisiva sulla relazione dello scorso anno sull’attentato subitodall’allora presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci la nottetra il 17 e il 18 maggio 2016.

claudio fava

Per i componenti della Commissione, “non c’era alcuna intenzione giornalistica, come si può evincere dalle affermazioni che abbiamo ascoltato e qui riportiamo, su cui ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.”

Per il Presidente Claudio Fava, “tutto questo rappresenta un atto di una gravità istituzionale irreparabile nei confronti della Commissione, con le provocazioni, le ingiurie, le calunnie portate avanti per 84 minuti di aggressione”.

Le “domande” dell’intervistatore (tra menzogne, insinuazioni e calunnie)

1. “Vi siete permessi di inquisire l’operato di uomini dello Stato!” (25’.15”, file 2) Senza commenti. 2. “Voi avete dato la miccia a tutti i mafiosi dei Nebrodi”. (44’.34”, file 2) Senza commenti. 3. “Avete riportato solo stronzate in questa relazione” (32’.23”, file 2) Senza commenti 4. “Ad un certo punto riuscite a dire e a far dire a qualcuno che Antoci ” (44’.47”, file 2) CALUNNIOSO. Si accusa la commissione antimafia di aver manipolato le audizioni “facendo dire” 5. “Intanto noi mascariamo poi… Chi si mascaria? Antoci!” (42’.31”, file 2) La commissione antimafia non “mascaria”. Tanto meno Antoci. Indicato nella relazione come vittima qualunque sia verità di quella notte: “Bersaglio della mafia nelle prime due ipotesi, strumento inconsapevole di una messa in scena nella terza” (pag.143) 6. “Nella relazione ci sono un sacco di castronerie… non lo dico io … lo dice il capo della polizia Gabrielli …che dice che nostro paese bisogna difendersi non solo dalla mafia ma da fantastici mascariatori…” (39’.34”, file 2) Falso. Le dichiarazioni del dott. Gabrielli sono del 7 febbraio 2019 e non hanno nulla a che fare con la relazione della Commissione Antimafia, approvata il 2 ottobre 2019. 7. “Non è presente sulla vostra relazione nessuna delle frasi dell’archiviazione, non c’è una minima presenza (12’.48”, file 2) Falso. Esiste un paragrafo intitolato “La modalità mafiosa dell’agguato” in cui si riportano testualmente e per esteso le conclusioni del Gip (pag. 17 e nota 21). 1​8. “ Che interesse aveva lei a far capire? Perché non lo lasciava fare ai magistrati? Qual è il suo interesse nel far capire se è una messa in scena oppure no?” (9’.13”, file 1) L’interesse della Commissione e del suo Presidente, con buona pace della formulazione calunniosa di questa domanda, è specificato nell’introduzione della Relazione: “E’ stato questo, e solo questo, lo spirito della nostra indagine. Certamente non celebrativa nei toni, ma urgente, rigorosa e necessaria per il rispetto dovuto, al di sopra di ogni altro bene, alla verità Qualunque essa sia” . 9. “ Lei parla di messa in scena… ”. (00’.27”, file 1) FALSO. La relazione, nelle conclusioni, afferma che “delle tre ipotesi formulate il fallito attentato mafioso con intenzioni stragiste appare la meno plausibile”. (pag.143) 10. “ Al minuto 49 e 48 della conferenza stampa il consulente Di Marco dice che è strano che Granata e Manganaro non hanno visto i lampi di fuoco… stranissimo…” (20’.44”, file 2) VERO. La relazione riporta le dichiarazioni di Manganaro e di Granata, rese dinnanzi all’A.G. (pagg.118-120), che dicono di non aver visto i lampi del fucile. 11. “Perché se in una relazione, con tanto di conferenza stampa, si dice che non ci sono state telefonate e noi gliele abbiamo fatte sentire queste telefonate, ma come si fa? Si gioca con la vita delle persone? Ma lei lo sa cosa ha subito Antoci dopo questo?” (11’.50”, file 1) “ Voi avete il coraggio di dire che non ci sono le telefonate ” (25’.36”, file 2) FALSO. La relazione riporta testualmente le dichiarazioni del vicequestore Manganaro che parla di “miliardi di telefonate” (pag.74). Riporta l’interrogatorio dell’assistente Granata che al PM dice di non aver fatto alcuna telefonata (pag.75). Riporta le dichiarazioni dell’assistente Proto che dice di aver fatto una sola telefonata ad un collega (pag.76) 12. “ Ma perché non si concentra sul fatto che quella sera c’erano spostamenti di persone strane che spaventano tutte le persone?” (13’.45”, file 1) FALSO. La relazione riporta tutte le dichiarazioni degli auditi (Manganaro, Antoci, Santostefano, Proto, Calì) in cui si parla di presenze sospette in ben due capitoli, “Le tensioni durante la cena” (pagg.41-47) e “Le vedette mafiose (pagg.47-54) 2​

A proposito di Nicola Donato

Ho nutrito la passione del giornalismo fin da piccolo. A scuola, infatti, fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". Era una raccolta di ricerche e temi svolti durante l'attività scolastica. Nei primi anni '90, ancora minorenne, appoggiai mio padre nella conduzione di programmi radiofonici di carattere sportivo. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Scrivevo per un quotidiano di carattere provinciale dal nome "Il Corriere Trapanese". Iniziai, subito dopo, a condurre trasmissioni televisive di sport presso l'emittente marsalese "Canale 2" occupandomi anche delle telecronache del Marsala calcio. Dal 2014 sono direttore della rivista periodica "Leggo Città Marsala" e dall'ambito sportivo sono passato ad occuparmi anche di politica e cronaca. (www.leggocittamarsala.it). Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore.

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