
Si è conclusa la quarta serata del Festival di Sanremo 2020, condotta da Amadeus, affiancato questa volta da Antonella Clerici, Francesca Sofia Novello e dal travolgente Fiorello. Quest’ultimo ha fatto il suo ingresso al Teatro Ariston con una testa di coniglio in gomma piuma, in punta di piedi, nascondendo mestamente l’esuberante capigliatura di Maria De Filippi e dimostrandosi ancora una volta il protagonista indiscusso della serata, cantando, ballando e imitando.
Il momento più emozionante della serata è stato sicuramente il saluto a Vincenzo Mollica, che andrà definitivamente in pensione, con una standing ovation, abbracci e lacrime. Tornando alla kermesse, in questi giorni si erano accese delle polemiche su alcuni commenti tra Tiziano Ferro e Fiorello, ma il palco dell’Ariston ha dissipato ogni dubbio circa il loro rapporto e il Festival dell’amicizia ha suggellato ulteriormente il loro rapporto grazie a una versione di “Finalmente tu”, conclusasi con un bacio sulle labbra.
La serata è iniziata con le nuove proposte, il primo match è stato tra Leo Gassman e Fasma. La vittoria è andata in mano a Gassman con il 50,1%. Il secondo match è stato tra Tecla e Marco Sentieri. E’ stato vinto da Tecla. Gassmann e Tecla sono andati allo scontro e la vittoria è andata in mano a Leo Gassmann. Sono stati assegnati alcuni premi nel corso della serata; il Premio della Critica Giovani “Mia Martini” è stato dato agli Eugenio in Via di Gioia, invece il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” è stato dato a Tecla. La serata dei campioni è iniziata molto tardi, apparentemente tutto proseguiva serenamente.
Ha aperto Paolo Jannacci, poi Rancore, Giordana Angi, Francesco Gabbani, Raphael Gualazzi e Anastasio. Sono state esibizioni che hanno mantenuto un livello medio alto come nelle precedenti serate, senza infamia e senza lode. E’ stata poi la volta dei Pinguini Tattici Nucleari, che sono saliti sul palco con “Ringo Starr”; la band vorrebbe proporre una chiave alternativa, con gli occhialetti da sole a stella, il tastierista posizionato al centro del palco durante l’esibizione e il cantante che finalmente si è scongelato e ha deciso di addentrarsi tra il pubblico, come ha fatto già Piero Pelù la sera prima. Risulta essere una chiave comunicativa già vista da Lo Stato Sociale qualche anno fa con La Vecchia che Balla, sia per quanto riguarda la ricerca di un elemento centrale all’interno dell’esibizione che per quanto riguarda un certo mood.
E’ toccato poi a Elodie, Riki, Diodato con una performance eccellente, Irene Grandi e Achille Lauro; entrato sul palco dell’Ariston con un vestito tutto nero, vestito da Divina Marchesa Luisa Casati Stampa, una nobildonna figlia di facoltosi commercianti e vissuta tra l’800 e il 900, divenuta musa ispiratrice per i più importanti artisti e non solo. L’esibizione di Achille Lauro si è rivelata dissacrante, provocatoria, durante il live ha truccato con il rossetto Boss Doms e lo ha baciato. Piero Pelù è arrivato subito dopo e con il suo “Gigante” è riuscito ancora una volta a spettinare le pieghe di un Teatro che ad una certa ora faceva le capriole su di una poltrona che profumava di borotalco e seta. Tosca con la sua “Ho amato tutto” ha portato un momento di rara bellezza e sopraffina eleganza. E’ toccato poi a Michele Zarrillo, Junior Cally, salutato con fischi, poi ancora Le Vibrazioni, Alberto Urso e la sua lirica che non dispiace, Levante.
Era tarda notte, il caffè era sul fuoco, molti sonnecchiavano sul divano, altri ancora sgranocchiavano biscotti per non addormentarsi e mordersi la lingua. Bugo e Morgan vengono chiamati sul palco per la loro “Sincero”. Questa volta però qualcosa non sembra funzionare perfettamente, dalle scalinate dell’Ariston scende per primo Morgan e Bugo tarda ad arrivare. Si mettono in postazione e parte il brano ma qualcosa è cambiata rispetto a prima perché Morgan decide all’ultimo momento di riscrivere parte del testo del brano le buone intenzioni e l’educazione/ Buongiorno e buonasera» sono diventate «le brutte intenzioni e la maleducazione/ la tua brutta figura di ieri sera/ l’ingratitudine la tua arroganza/ fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa/ certo disordine è una forma d’arte/ma tu sai solo coltivare invidia/ ringrazia il cielo se sei su questo palco/ rispetta chi ti ci ha portato dentro e questo sono io”. Erano riferite a Bugo quelle parole?
Rileggendole oggi, alla luce di quanto accaduto e di come è andata la serata delle cover in cui avevano cantato “Canzone per te” di Endrigo sembrerebbe proprio di si. Bugo, ieri sera, ha lasciato improvvisamente il palco dell’Ariston mentre era in corso l’esibizione. Nessun artista lo aveva mai fatto prima. Da regolamento vengono squalificati. Alla vigilia della finale. Era tutto preparato oppure no? Qualunque sia la risposta, la reazione di Bugo nell’aver abbandonato il palco dell’Ariston rimarrà nella storia del Festival di Sanremo, questo è certo. Dopo questa clamorosa non esibizione, è stato il turno di Rita Pavone con la sua grinta e il suo entusiasmo, Enrico Nigiotti, Elettra Lamborghini e Marco Masini. Ormai però i popolo del web si era scatenato e nessuno aveva interesse all’outfit della Lomborghini, a quei balletti da Festivalbar ’98 oppure a probabili superospiti. Nessuno. Persino Achille Lauro con il suo look stravagante è stato surclassato da questo gesto, così semplice ma forte, così istintivo ma importante. Non esiste trucco al viso, non esiste trasgressione di alcun genere o gossip sui tabloid da poter essere equiparato all’abbandono di un palcoscenisco nel pieno di un’esibizione, soprattutto se quell’esibizione avviene in mondovisione e sul palco del Festival di Sanremo.



























