Marsala, il Presepe più bello: “un investimento che va oltre il mero periodo in cui se ne gode”

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“Il Presepe più bello – Città di Marsala”, è il concorso dedicato al compianto Enrico Piccione. Un appuntamento annuale, giunto ormai alla XIV edizione, che si è concluso all’interno della sala Conferenze del Complesso Monumentale “San Pietro” di Marsala, con il primo posto che è stato aggiudicato da Stefano Titone (N.21), di Contrada Cardilla; al secondo posto Brigitte Giannone (N.09), di Contrada Santa Venera; al terzo posto Angelo Urso (N.23), di Contrada Fossarunza; al quarto posto Maria Pia Sciacca (N.13), Via Dante Alighieri; al quinto posto Andrea Galileo (N.22), Via Roma; al sesto posto Claudio Rallo (N.30), Contrada Dammusello. E’ stato assegnato un premio al presepe più cliccato on-line, che ha vinto con 902 like ed è stato il numero 07 realizzato da Francesca Genna, in Contrada Ponte Fiumarella. Sono stati 40.000 gli utenti che in questi ultimi giorni hanno visitato la pagina social del concorso. Al secondo posto, con 749 Like, il presepe numero 32 di Rosalba Sciacca. Sono stati assegnati i Premi di Categoria; per il Presepe più bello a Scuola ha vinto il numero 17, realizzato dall’Istituto Comprensivo “Stefano Pellegrino” – Plesso Gabelli. Per la categoria “Originalità” è stato assegnato il premio al N.28, realizzato da Rosalba Catalano; nella Categoria Più Green il premio è andato al numero 26, di Giuseppe Maggio, in Contrada Ettore Infersa; per il presepe più realistico è stato assegnato a Francesca Genna, N.07, contrada Ponte Fiumarella; il Più Young al N.04, di Giuseppe Sciacca, in Contrada Ponte Fiumarella; Della Fratellanza il premio è stato assegnato ad Anca Dora Maria Emma,  N.20, in Centro Storico; il Più Artigianale intitolato ad “Anna Maria Licari” è stato al numero 24 R.S.A Morana.

La manifestazione, organizzata dal Consigliere Calogero Ferreri, coinvolge ogni anno tutta la cittadinanza marsalese che si iscrive spontaneamente al concorso. Un impegno fisso ormai per la comunità marsalese, impegnata in questo periodo dell’anno nella realizzazione di piccole opere architettoniche che vedono il massimo coinvolgimento di tutti i membri della famiglia. Opere realizzate con cura, personalità e dovizia di particolari. La giuria composta da Salvatore Montalto, Presidente di Giuria ed esperto di Presepi; Enzo Amato – Responsabile tecnico (MarsalaLive); Luana Lentini, Responsabile del Concorso on-line; Enzo Campisi, insegnante e artista; Padre Filippo Romano, esperto in presepi; Chiara Putaggio (Giornalista GDS e insegnante); Dario Piccolo (Giornalista Videoh24); Angelo Barraco (Trileggo); Aurelia Piccione, Responsabile del Consorso – Figlia di Enrico Piccione; Gaspare De Blasi (ItacaNotizie-MarsalaC’è); Patrizia Martinico, artista – Esperta in ceramiche artistiche; Giovanna Fiorami, vincitrice del concorso 2018; Antonio Lombardo, vincitore del concorso 2018; Rino Passalacqua, Architetto e Assessore comunale. Assieme alla giuria anche il Consigliere Comunale Calogero Ferreri e il vice Sindaco dott. Agostino Licari. E’ stato assegnato il premio ai presepi fuori corso. Il Professore Enzo Campisi ha premiato il Presepe realizzato dall’amministrazione Comunale. Viene premiato pure “La Natività nel mondo”, di una collezione privata di don Filippo Romano.

Erano tanti i presepi presentati dai concorrenti in gara e tutti diversi; c’erano fiumi, cieli illuminati, coreografie animate, proporzioni e grandezze di varia natura, barconi in mare dal retrogusto contemporaneo, tazzine da caffè, pillole e bottiglie per la flebo. Poi ancora, statue giganti, intere stanze decorate, dettagli curatissimi, salite in pietra e geometrie in prospettiva. Ogni casa si è trasformata  in un  nido dentro il quale ha preso forma la struttura architettonica di quella Palestina che sembra oggi così lontana da noi, con le sue forme che rievocano la nascita di Gesù, con quei paesaggi arabescanti pieni di palme, incensi e cammelli, ma che in realtà molto più vicina di quanto sembra. Ogni presepe ha messo a nudo l’essenza concreta dell’artista, raccontando la sua storia e l’intimo rapporto con la fede, contestualizzato nei luoghi in cui sono stati allestite le opere. 

“Una bella fetta di gente investe tempo e soldi per la realizzazione di queste opere che assumono un valore quasi esistenziale per alcuni, tanto da gratificare il loro quotidiano. Molti ci lavorano tutto l’anno, cercando nuove soluzioni, facendolo crescere poco a poco, con un investimento che va oltre il mero periodo in cui se ne gode. Le persone si mettono a nudo, aprono le proprie case per fare godere gli altri di questo lavoro, di questo impegno, di questa loro dedizione al culto cristiano”, è quanto ci ha riferito l’Assessore Rino Passalacqua, giurato di questa edizione. La città di Betlemme, geograficamente lontana da noi, è stata ricostruita nelle case dei marsalese con le statuine dei pastorelli, con i mercanti, le facciate distrutte, gli animali al pascolo e un cielo stellato. Una famiglia costretta a dormire fuori, al freddo, in una grotta, con un bimbo che stava per nascere. Sembra uno spaccato di vita attuale, contemporanea, con un uomo che non era il padre naturale di quel bimbo ma che decide comunque di tenerlo e una donna, piccola e fragile, che dà alla luce il figlio di Dio. Era questo il miracolo che si stava compiendo a Betlemme, davanti agli occhi di quel popolo pieno di pastori, alle spalle del regno di Erode. Un percorso di vita che risulta contemporaneo; oggi come allora si continua a parlare di famiglie che fuggono per la sopravvivenza, dormendo in luoghi di fortuna, mettendo al mondo figli fuori dal matrimonio e con uomini al proprio fianco che decidono di crescerli come figli propri, con lo stesso amore e affetto. Storie che oggi assumono una nuova forma, un nuovo colore, e che vengono accarezzate dal forte vento dei nubifragi e travolte dalle maree che inabissano gli abbracci delle madri con i figli. La nostra Betlemme, oggi,  è il mare in cui affondano i migranti o il deserto che attraversano per venire da noi. La loro stella cometa rappresenta l’Europa; un barlume di luce che si avvicina sempre di più nel corso della lunga traversata nel deserto, riempiendosi però di una illusioni che svaniscono improvvisamente nei campi di tortura libici, dove vengono segregati e costretti a subire violenze di ogni tipo fino alla morte. La storia ci parla di guerre fatte da uomini, di abbandoni, di famiglie distrutte che vivono ai margini e di tanti Giuseppe, tanti uomini che decidono di prendersi cura di figli che non hanno concepito ma da donna che amano, proprio come è accaduto a Betlemme in quella fredda notte. Oggi abbiamo tanti presepi sotto ai nostri occhi, ma pochi architetti della contemporaneità pronti ad accendere le luci.  

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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