Che cosa ci può comunicare uno sguardo?

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Per prima cosa, non dobbiamo mai dimenticare che le problematiche visive, a carico degli organi di senso o del cervello, totali o parziali, determinano una conseguenza nel sistema percettivo, giacché limitano od impediscono la più importante e complessa forma di acquisizione di informazioni che l’essere umano ha a sua disposizione, cioè la percezione visiva.

Quindi il deficit visivo, dal punto di vista psicologico, determina innanzitutto una modificazione dei processi percettivi. La psicologia della percezione si è focalizzata in modo vasto e approfondito sulla percezione visiva delle persone normovedenti. La storia della psicologia della percezione, fonda le sue basi all’inizio del secolo scorso; è quindi questa una disciplina per nulla giovane, ed è costellata di ricerche, scuole di pensiero, ed aspetti applicativi.

Lo sguardo, sia tra gli umani che tra i primati, è associato alla dominanza, al potere, all’aggressione, oppure esprime interesse e affiliazione. L’intensità e la frequenza, hanno un grande impatto a livello interpersonale. Nella selezione del personale, i soggetti che guardavano di più (non si parla di osservare) vengono assunti con più facilità in quanto giudicati più credibili rispetto agli occhi schivi. Esistono due modi di mentire,  dissimulare, falsificare.

Si può dissimulazione attraverso l’omissione, l’occultamento,fuorviando. La falsificazione avviene quando una determinata verità non viene taciuta ma “alterata” con una interpretazione diversa dai fatti. E’ importante osservare, come detto più volte. Ad esempio, se un uomo è di bell’aspetto, curato, giacca e cravatta, tendiamo a dare fiducia, a ritenere che sia sincero, professionale (promotori,assicuratori,bancari ecc). Di contro, in jeans, maglietta, barbetta invece no. Molti poliziotti hanno dimostrato che , questi ultimi, siano a priori colpevoli. Il dott. Anolli psicologo della comunicazione (docente alla Bicocca) ha studiato che la bugia è un meccanismo Biologico allo scopo di ottenere quello che si crede possibile in altro modo. Il Gallo, per avvicinare una nuova preda, gallina, è in grado di eseguire il richiamo tipico di chi ha trovato dei semi prelibati.

La gallinella si accorgerà che i semi non sono altro che pietrine. Il Macaco, se è il più vessato, trovando del cibo si nasconde e non avvisa il gruppo, mangia da solo di nascosto.

Anche qui il motivo per cui si “mente” è per compiacere , il desiderio di essere accettati o di avere successo. E’ assai difficile scoprire le “menzogne”, solo il 53% delle persone riescono appieno.

Anton Luca Mannone
Anton Luca Mannone
Docente e formatore di Pnl Esperto in Strategie risorse umane Psicologo e analisi comportamentale Sociologo

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