
C’è grande attesa per il concerto che I Musicanti di Gregorio Caimi & Milagro Acustico, terranno a Roma venerdì 31 gennaio, alle 21,00, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica,. I due gruppi collaborano assiduamente da diversi anni e hanno realizzato insieme numerosi brani e concerti. Recentemente hanno girato il videoclip di Terra Madre al Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina, nei monti Sicani (AG) , un concerto alle Saline Genna di Marsala e alla riedizione di Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevali di Milagro Acustico.

Noi abbiamo intervistato Gregorio Caimi, chitarrista marsalese che nel 2002 ha fondato “I Musicanti”, radunando sotto la sua ala diversi musicisti siciliani. “L’auditorium è considerato il “tempio” della musica italiana, suonare lì mi mette un po’ di ansia ma allo stesso tempo mi stimola tantissimo. Suonare la propria musica, utilizzare il proprio dialetto e farlo nel tempio della musica italiana per noi Musicanti è la realizzazione di un sogno” – ci spiega Gregorio, che aggiunge- “I Musicanti sono nati nel 2002 con la voglia di raccontare la Sicilia, il nostro Sud che è anche Sud del mondo, attraverso la propria musica e alcune delle figure più rappresentative della cultura siciliana come Rosa Balisterri e Ignazio Buttitta, considerati rispettivamente la Voce e l’Anima della nostra Terra”. Quello di Roma è indubbiamente un palcoscenico importante e rappresenta un tassello ulteriore ad una carriera già ben definita.

Quello dei Musicanti è un percorso sonoro ricco di contaminazioni che non conoscono barriere fisiche o sonore. Un flusso sonoro che attraversa il mare, smussando gli angoli ruvidi della roccia, con la stessa densità del miele che scava il palato fino al cuore. “Il concerto “Terra Madre”, insieme al gruppo romano dei Milagro Acustico, nasce dopo la registrazione del brano e del video clip Terra Madre, girato nel magnifico teatro di Andromeda, nel cuore dei monti Sicani. Il brano racconta di storie attuali e mescola i nostri suoni a culture diverse. Tema fondante è quello dell’etica del soccorso, dell’aiuto al prossimo di qualunque colore, etnia, religione: “siamo figli dello stesso Dio”, e per questo, poiché Dio è uno anche nei volti delle molteplici religioni positive, siamo figli dello stesso Padre” –continua Gregorio Caimi– “Nessuna regola può tradire l’ etica del soccorso, può distoglierci dalla nostra umanità e farci diventare demoni che distolgono lo sguardo altrove di fronte al naufragio dell’altro uomo e con esso della stessa umanità. Il brano è cantato in dialetto siciliano e in lingua araba. Dalla pubblicazione del brano e del video clip, l’esigenza di mettere sù un concerto che parli delle terre del mondo, che racconti suoni e storie che appartengono a uomini di diverse culture e di diverse epoche” –conclude dicendo-“Nel concerto “Terra Madre” i Musicanti accolgono la sfida di dipingere un affresco con le sfumature, i chiaroscuri e le policromie della cultura siciliana attraverso le proprie canzoni e le figure più rappresentative della canzone “popolare”, con l’ambiziosa intenzione di raccontare la Sicilia, la Sicilianità e il Sud del mondo”



























