martedì , 7 Aprile 2020

Degrado sociale: Muore una bimba nigeriana, le urla della madre e il fastidio della gente

NICOLA DONATO – Il termine “razzismo” indica una posizione di intolleranza sociale, in cui un soggetto o un gruppo non accetta l’esistenza di individui e gruppi con modi di pensare e di agire differenti dai propri.

Oltre che di razzismo si parla anche di xenofobia. Quest’ultima, invece, è un’esasperazione della propensione a ritenere che gli usi e i costumi a cui si appartiene siano superiori a quelli di qualsiasi altro gruppo, una vera e propria avversione indiscriminata nei confronti degli stranieri e di tutto ciò che proviene dall’estero.

Si tratta quindi di un vero e proprio pregiudizio sociale in cui determinate situazioni favoriscono la sua insorgenza, come l’eterogeneità della struttura sociale, il miglioramento sociale, l’aumento numerico di un gruppo di minoranza.

In Italia, ma anche nella maggior parte dei paesi occidentali, il razzismo, i crimini di odio e le aggressioni di tipo xenofobo sembrano essere in aumento.

Tra i tanti episodi di intolleranza ricordiamo per esempio le  scritte razziste contro l’atleta di origine senegalese, Bakary Dandio, adottato da una coppia di Melegnano (MI),  le ripetute aggressioni fisiche contro un ragazzino egiziano davanti a una scuola di Roma, gli insulti di un insegnante delle elementare verso un bambino nigeriano in una scuola di Foligno.

Un altro caso che lascia molto riflettere è accaduto a Sondrio. Il 17 dicembre, infatti, è morta una bimba nigeriana di cinque mesi, per come ha riportato la stampa locale, molte persone in attesa al pronto soccorso si sono infastidite per le grida strazianti della madre. Alcuni hanno addirittura definito quelle grida come un rito tribale, sminuendo la morte della bimba perché tanto gli africani fanno un figlio l’anno…

Che fine farà questo mondo? Oltre a provare tanta rabbia e indignazione per questi episodi cosa fare? Un ruolo fondamentale appartiene alla scuola che deve formare i giovani del domani in stretta collaborazione con i genitori, facendo capire che gli essere umani sono tutti uguali e che non conta il colore della pelle e neanche il ceto sociale.

E’ facile provare a scriverle le soluzioni, più difficile metterle in pratica.

A proposito di Nicola Donato

Nutrii la passione per il giornalismo fin da piccolo. A scuola, infatti, fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". Era una raccolta di ricerche e temi svolti durante l'attività scolastica. Nei primi anni '90, ancora minorenne, appoggiai mio padre nella conduzione di programmi radiofonici di carattere sportivo. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Scrivevo per un quotidiano di carattere provinciale dal nome "Il Corriere Trapanese". Iniziai, subito dopo, a condurre trasmissioni televisive di sport presso l'emittente marsalese "Canale 2" occupandomi anche delle telecronache del Marsala calcio. Dal 2014 sono direttore della rivista periodica "Leggo Città Marsala" e dall'ambito sportivo sono passato ad occuparmi anche di politica e cronaca. (www.leggocittamarsala.it). Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore.

Vedi anche

Emergenza Coronavirus: controlli serrati della Polizia di Stato

Numerosissimi i “controlli su strada” effettuati dalla Polizia di Stato in provincia di Trapani per …