martedì , 28 Giugno 2022

Una serata per ricordare Enrico Russo

Una celebrazione “atea”, come l’ha definita Giacomo Frazzitta, quella che si è tenuta la sera di giovedì 12 dicembre al Teatro Comunale “Eliodoro Sollima”, per commemorare Enrico Russo, figura di spicco della cultura teatrale a Marsala, a un anno esatto dalla sua scomparsa.

Non una rappresentazione teatrale o un evento costruito ad arte ma, più semplicemente, un a serata tra amici, tutti accomunati dall’aver avuto il privilegio di conoscere, stimare e amare, l’uomo, l’attore e il regista, in un luogo sacro per chi ama l’arte e la cultura, il Teatro.

Quello stesso teatro il cui palco scenico è stato calcato innumerevoli volte da artisti tra i più disparati, tra cui lo stesso Enrico, e che anche in quel momento è allestito con delle scenografie pronte ad accogliere una nuova rappresentazione.

Un palco che, probabilmente, senza il lavoro costante e incessante compiuto per oltre 25 anni da Enrico Russo, sarebbe stato vuoto. Sì, perché il teatro a Marsala lo ha fatto rinascere proprio lui. Con la determinazione di chi ha dentro di sé “la fiamma” che arde.

Le testimonianze

Questo, e molto altro, è stato ricordato da tanti amici intervenuti a dare una testimonianza su chi egli fosse e del suo immenso lascito. Erano presenti oltre al già citato Giacomo Frazzita, già suo allievo all’età di 15 anni, anche Gregorio Caimi, che con il fisarmonicista Natale Montalto ha voluto rendergli omaggio con un suo brano, Massimo Pastore, con cui i rapporti si erano incrinati da anni ma non la stima e il rispetto umano e professionale, Paolo Ruggieri, amico fraterno, a testimonianza anche della passione politica che lo animava, l’Assessore Clara Ruggieri che ha ricordato gli anni ’80, quando la Compagnia Teatro Nuovo fondata da Enrico Russo si esibiva nelle sale Armony e Villa Favorita, quando ancora i teatri marsalesi erano inagibili, e poi i compagni del Liceo Classico, uniti da sempre come una famiglia, e infine la moglie Giusy e il figlio Andrea che hanno svelato la passione di Enrico Russo per la poesia, leggendone una da lui scritta quando ancora adolescente.

Una serata di emozioni intime, profonde, delicatissime, esternate con grande garbo e sincerità. Così come uomo garbato, onesto e sincero era Enrico Russo.

A lui, la scorsa estate è stata dedicata la rassegna teatrale “A Scurata”, allestita alle Saline Genna e promossa dal Movimento Artistico Culturale di Marsala, un progetto nato per unire le tante associazioni teatrali che operano in città, al fine di avviare una nuova stagione di cooperazione, di sostegno reciproco e di crescita. Elementi che egli avrebbe sposato pienamente, come quando decise di attivare, gratuitamente, presso il Liceo Scientifico di Marsala il laboratorio di teatro, con risultati eccellenti. E proprio ai suoi allievi del liceo è stata consegnata una targa in ricordo del loro maestro.

Enrico Russo se n’è andato troppo presto, o forse no. Forse, il suo cammino doveva interrompersi lì, perché si era compiuto il suo destino? Chi può saperlo. Chi può dirlo.

Si può affermare, invece, con assoluta certezza che la sua opera ha dato nuova linfa a una città spesso dormiente, chiusa nei suoi orizzonti, priva di una visione del futuro, ma che nonostante tutto, merita personalità come quella di Enrico Russo per compiere, di tanto in tanto, un balzo in avanti.

E chiudiamo con le sue parole, pronunciate durante l’ultima apparizione in pubblico al Teatro Impero nel novembre del 2018, quando ritirò il Premio alla carriera – Marsala 91025:

“Avevo un sogno: portare il teatro in questa città. Per 25 anni ci sono riuscito… Marsala è una città che va amata”.

A proposito di Vincenzo Di Bono

Laurea in Musicologia e beni musicali. Master in gestione, marketing e comunicazione delle aziende culturali. Esperienze professionali con importanti Istituzioni culturali.

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