Trapani non ci sono abbastanza autobotti, né autisti, per garantire il rifornimento di acqua potabile alle utenze ancora interessate dalla contaminazione della rete idrica.

E così il Comune si rivolge a Vigili del fuoco, Forze armate, Protezione civile, Prefettura e agli altri enti del territorio per chiedere mezzi e personale. A mettere nero su bianco le difficoltà è il sindaco Giacomo Tranchida, in una nota del 10 settembre nella quale definisce la situazione una “emergenza igienico-sanitaria per contaminazione rete idrica”. Sono circa 150 le utenze ancora interessate dal divieto di utilizzo dell’acqua, in una zona densamente abitata e con numerose attività commerciali. E dalla prossima settimana il servizio dovrà tenere conto anche delle esigenze delle scuole comunali e di quelle del Libero Consorzio.
Attualmente il Comune può contare su due autobotti e su un mezzo messo a disposizione dal Comune di Buseto Palizzolo, ma senza autista. Anche i due mezzi della Protezione civile regionale, utilizzati nei giorni scorsi, non sono più disponibili. Il problema, dunque, non è soltanto trovare le autobotti, ma anche chi possa guidarle. Per questo Tranchida ha chiesto agli enti destinatari della comunicazione di indicare entro 12 ore eventuali disponibilità. In caso di mancata risposta, il Comune valuta anche, come extrema ratio, la requisizione di mezzi privati, ipotesi già affrontata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Nel frattempo proseguono accertamenti e monitoraggi sulla rete, ma la causa della contaminazione non è stata ancora definitivamente individuata. L’emergenza, quindi, resta aperta e alla necessità di individuare l’origine dell’inquinamento si aggiunge ora quella, altrettanto urgente, di riuscire a garantire l’acqua potabile ai cittadini. (ANSA)



























