
UMBERTO LI GIOI – Ieri, dopo settimane di anticipazioni, polemiche ed elogi, finalmente la nuova versione dell’Odissea di Christopher Nolan è arrivata sul grande schermo. Adesso, come si dice in gergo calcistico, la parola “passa al campo”. Tutta la preparazione mediatica all’evento, che ha creato un’attesa che da tempo non si percepiva per una produzione cinematografica, lascerà spazio alla soggettività dello spettatore.
Io sono uno cresciuto a “pane e Odissea”. Quand’ero bambino, mio padre, anziché leggermi pagine scritte dai fratelli Grimm, mi deliziava con i versi dei poemi omerici. E per me tutto andava ben oltre la fiaba, perché la parola “leggenda” la interpretavo nel senso più iconico. Tutto lo trasformavo in fatti realmente accaduti. Stuzzicando il viaggiatore che da sempre esiste in me. Proprio per questo motivo, sulla scia dell’inimitabile versione televisiva girata nel 1967 dal grande Franco Rossi, una versione che, e vi sfido a provare, se la guardate ancor oggi potrebbe apparirvi girata solo pochi mesi addietro, ogni altra trasposizione dell’Odissea mi ha sempre affascinato, soprattutto per le inevitabili interpretazioni. Così non ho perso tempo e ieri ho assistito alla prima proiezione utile in termini di tempo, sorbendomi il caldo torrido del pomeriggio, nell’attesa di godermi, oltre al film, l’aria condizionata della sala. Ho sgombrato la mente da ogni preclusione di sorta – cosa che consiglio di fare a tutti – eliminando tutto ciò che di negativo avevo letto nei giorni precedenti e mi sono tuffato nell’opera. Non voglio, con quello che vi racconterò, assurgermi a critico cinematografico – non lo sono mai stato e non lo sarò mai – però, visto che ne hanno parlato e ne parleranno in tanti, mi sento di esprimere il mio misero pensiero non vincolante, da amante assoluto dei poemi omerici.
Un gran bel film, non c’è alcun dubbio, visto che riesce a incollarti alla poltrona per tutte le tre ore della sua durata. Un film raccontato attraverso tanti flashback, complici i fiori di loto che la ninfa Calypso ha somministrato a un disorientato Ulisse nel corso dei suoi sette anni di permanenza sull’isola di Ogigia. Il suo lento ritrovare la memoria spiega anche tanti dettagli poco chiari nei vari episodi dei suoi anni di viaggio alla ricerca dell’Itaca perduta. I flashback riportano anche alla caduta di Troia, nel racconto di Menelao a Telemaco, alla disperata ricerca di un padre che non aveva mai conosciuto. Un ruolo fondamentale, nell’opera di Nolan, lo gioca il prepotente affiorare, nella coscienza di Ulisse, del rimorso per aver distrutto Troia con l’inganno. Con l’annichilimento della pietà umana e la frammentazione della “legge di Zeus”, che richiamava a gran voce lealtà e ospitalità nei confronti “dell’altro”. La stessa che Ulisse avrebbe “preteso” da Polifemo, qui rappresentato come un mostro a tutti gli effetti, privo della più semplice briciola d’intelletto. Sarà proprio questo “rimorso” a traghettare Ulisse per tutto il viaggio, esposto spesso all’incombente e misteriosa figura di Atena, fino all’ineluttabile strage dei pretendenti – nel film di Nolan il termine “Proci” non viene mai pronunciato.
Ho trovato e troverete, senza dubbio, tante digressioni sul tema. Frutto di quella libera interpretazione che ogni regista può permettersi nella trasposizione di un’opera sullo schermo. Basti pensare ai tanti film tratti da libri anche famosi. Qualcosa di “nuovo” ce la troveremo sempre. A me viene subito in mente il capolavoro di Rob Reiner, “Stand by Me”. Il film segue in maniera quasi maniacale, persino nelle singole battute, la novella di Stephen King, “The body”, dalla quale è tratto. Ma il finale Reiner lo cambia. Pochi se ne saranno accorti. Il fatto è che quando le variazioni le apporti all’Odissea allora rischi di pagarla cara. Ogni nuova “Odissea” prodotta vivrà all’ombra, oltre che del poema, anche dello sceneggiato di Rossi. Un po’ come il Pinocchio di Comencini continua a condizionare ogni altro “Pinocchio” prodotto. Sia ben chiaro, non sto provando a giustificare Nolan e le sue idee, visto che mi considero, proprio per le mie letture omeriche d’infanzia, il più “purista” dei “puristi”. Però, vi ripeto, concentratevi sul film e basta. Volete che vi dica qualcosa che possa essere addebitata al regista? Fino a due giorni fa tutti ad attaccarlo per la scelta di Lupita Nyong’o per il ruolo di Elena. Quando secondo me c’è ben altro. A parte che Lupita è sicuramente fra le migliori interpreti del film, seppur compaia solo per pochi minuti, la stessa, che pare aver criticato Omero per il poco spazio dato alle donne nel poema, avrebbe dovuto bacchettare in proposito anche il proprio regista. Visto che ha ridotto ancor di più quello spazio, eliminando dal film la figura di Nausicaa, figura fondamentale, come quella di altre donne, nell’opera omerica. Dirò di più, in forma ironica chiaramente: Nolan potrebbe essere accusato di “genocidio” per aver cancellato dal film anche Alcinoo e tutto il popolo dei Feaci. La narrazione comunque ne risente poco, visto che, come detto, Ulisse la svela a Calipso.
Non volendo annoiarvi chiudo dicendovi cosa mi è piaciuto di più e cosa mi è piaciuto di meno. Bellissima la sceneggiatura e la fotografia, che fanno passare in secondo piano la “libera interpretazione” di alcuni fatti. Molto bello l’inserimento di alcuni episodi che nemmeno Franco Rossi aveva esposto, come l’incontro con i Lestrigoni e l’episodio di Scilla e Cariddi – finalmente! – girati, a mio parere, in maniera magistrale. E poi, come detto, il continuo andare avanti e indietro nel tempo, capace di farti restare in ansia per tutto il film. Non mi sono andate giù le inspiegabili forzature gratuite in occasione della “discesa” di Ulisse nell’Ade. E non mi è piaciuto, senza cercare il pelo nell’uovo, il finale, a mio parere troppo “americano” e troppo romantico, questo davvero poco aderente al poema. Andatelo a vedere perché ne vale la pena e giudicatelo da voi, perché, lo ripeto, io non sono un critico cinematografico, ma solo un appassionato come voi. E lasciamo sempre spazio ai posteri per “l’ardua sentenza”.



























