Trapani, 30 giugno 2026 – Prima di tutto desidero chiarire un punto che considero essenziale. Il termine “inagibili”, utilizzato nel corso del dibattito consiliare, è stato improprio, ciò che intendevo è che queste scuole erano prive del certificato di agibilità praticamente da sempre e non certo dal 2018. E ai tempi in cui gli edifici sono stati costruiti le norme erano profondamente diverse. Da qui la necessità di questa amministrazione di adeguare edifici scolastici costruiti molti decenni fa alle nuove normative che, nel frattempo, sono radicalmente cambiate.
Anche i meno attenti sanno che nel corso del tempo gli standard normativi in materia di sicurezza, antisismica, efficientamento energetico e prevenzione incendi si sono evoluti, imponendo interventi di adeguamento che non sono mai stati realizzati. Nel 2018 questa amministrazione ha posto l’attenzione sulle problematiche riguardanti l’edilizia scolastica nel tentativo di rilevare quali fossero le reali necessità per mettere in sicurezza gli edifici secondo le normative oggi vigenti.
La vera svolta è arrivata con i finanziamenti del PNRR e con la capacità dell’Amministrazione comunale di intercettarli. Quelle risorse ci hanno consentito di accelerare un percorso che, diversamente, avrebbe richiesto molto più tempo, al fine di restituire alla città scuole più sicure, moderne e pienamente conformi alle normative vigenti.
Tentare oggi di trasformare questo risultato in un caso politico significa ignorare volutamente come funziona la normativa italiana. L’assenza di un determinato certificato o la necessità di eseguire interventi di adeguamento non comportano automaticamente la chiusura di un edificio scolastico. La legge consente la prosecuzione dell’attività quando esiste un percorso amministrativo concreto per l’esecuzione degli interventi, attraverso la programmazione delle opere pubbliche o la partecipazione ai bandi di finanziamento, sempre nel rispetto delle verifiche tecniche effettuate dagli uffici competenti.
Quando, invece, le condizioni hanno imposto una scelta diversa, questa Amministrazione non ha esitato ad assumersi le proprie responsabilità. È accaduto, ad esempio, per il plesso di via Erodoto, dove è stata adottata un’ordinanza di chiusura proprio perché le valutazioni tecniche hanno evidenziato una situazione che non consentiva ulteriori rinvii. Questo dimostra che la sicurezza non è mai stata affrontata con leggerezza né, tantomeno, subordinata a esigenze politiche.
Per questo trovo singolare leggere oggi accuse costruite su una frase estrapolata dal contesto, ignorando deliberatamente il lavoro svolto in questi anni. Chi tenta di insinuare che questa Amministrazione abbia consapevolmente mandato migliaia di bambini in scuole “pericolose” sa bene che sta raccontando una realtà che non esiste.
La differenza tra chi fa politica seriamente e chi invece abbaia alla luna sta proprio qui: noi abbiamo lavorato per trovare risorse, progettare interventi, aprire cantieri, trovare soluzioni e consegnare edifici più sicuri ai nostri studenti. Altri preferiscono utilizzare un tema delicato come quello della sicurezza scolastica per costruire polemiche ad effetto, dimostrando tutta la loro disonestà intellettuale.
La sicurezza dei bambini non è uno slogan, né un terreno di propaganda. È una responsabilità che richiede competenza, serietà e rispetto della verità. Ed è esattamente ciò che questa Amministrazione ha dimostrato con i fatti.
Giulia Passalacqua
Assessora alla pubblica istruzione e all’edilizia scolastica



























