Una presunta organizzazione strutturata, con ruoli ben definiti e un preciso schema operativo, che avrebbe simulato incidenti stradali mai avvenuti per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative. È questa l’ipotesi al centro di una vasta inchiesta coordinata dalla Procura di Trapani che coinvolge complessivamente 29 persone, in gran parte residenti ad Alcamo.
Il pubblico ministero titolare del fascicolo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di procedere senza interrogatori preventivi e di applicare immediatamente le misure cautelari ritenute necessarie nei confronti degli indagati.
Tra le richieste più pesanti figura la custodia cautelare in carcere per due persone. Tra queste c’è l’avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo, 57 anni, professionista con studi legali ad Alcamo e Palermo, assistito dagli avvocati Antonio Turrisi e Pietro Riggi.
Secondo la ricostruzione della Procura, il legale avrebbe ricoperto un ruolo centrale all’interno della presunta organizzazione, ritenuto dagli investigatori il promotore e coordinatore di un sistema finalizzato alla simulazione di sinistri stradali inesistenti per ottenere indebitamente indennizzi assicurativi.
Le indagini, condotte attraverso attività investigative e accertamenti documentali, avrebbero fatto emergere una rete composta da numerosi soggetti, ciascuno con compiti specifici, impegnati nella predisposizione delle pratiche risarcitorie e nella rappresentazione di incidenti mai verificatisi. Un meccanismo che, secondo l’accusa, sarebbe stato replicato in più occasioni con l’obiettivo di conseguire profitti illeciti ai danni delle compagnie assicurative.
La decisione passa ora al Gip del Tribunale di Trapani, chiamato a valutare la richiesta della Procura e a stabilire se applicare le misure cautelari richieste. Resta fermo, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




























