L’Avola, all’ultimo respiro 

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UMBERTO LI GIOI – Ha vinto l’Avola, ma soprattutto ha vinto lo sport nella gara d’andata della finale play-off che i rossoblù, oggi ancora in maglia gialla, hanno disputato al “Vito Di Marco” di Cammarata contro un generosissimo e sfortunato Kamarat che, nella ripresa, è andato diverse volte vicino al vantaggio. In una domenica ormai estiva, le due squadre hanno onorato il gioco del calcio svolgendo ciascuna il copione che l’occasione prevedeva. Mantenendo, tra l’altro, entrambe una correttezza encomiabile. Non è di tutti i giorni assistere a una gara così importante – ci sarà comunque da disputare la partita di ritorno fra una settimana al Meno Di Pasquale – senza che nessuno dei protagonisti, spettatori compresi, si sia lasciato andare a isterismi o a sceneggiate di qualsiasi genere.

Pubblico delle grandi occasioni al campo sportivo di contrada Salaci, per una finale che segnerà la storia. Il Kamarat gioca la gara per ottenere per la prima volta l’accesso alla serie D, l’Avola per tornarci dopo cinquantatré anni. Così quando il calcio chiama, i tifosi rispondono. Spalti gremiti ai limiti della capienza con oltre duemila spettatori presenti, dei quali circa trecento arrivati da Avola. Così, prima ancora del fischio del direttore di gara, è stata la passione ad accendere la giornata. A interpretare, in quel copione già scritto, il ruolo di protagonista. La cittadina di Cammarata gonfia il petto e vive la meritatissima passerella d’onore innescando una spettacolare scenografia, che i “Muntanari”, meritevoli solo d’applausi, hanno saputo colorare per rendere indimenticabile l’occasione. I tifosi avolesi, compatti nel loro settore, hanno risposto sventolando bandiere e incitando i propri beniamini senza subire alcuna soggezione, nonostante la palese e naturale inferiorità numerica. E alla fine la loro fede è stata premiata.

Kamarat che ci ha provato fino alla fine, sospinto da Pane e dagli indomiti Guadalupo e Ledesma. E Avola guardingo e ben disposto in campo, in attesa di quell’occasione che si è presentata puntualmente a pochissimi secondi dal triplice fischio finale. Primo tempo disputato con schemi tattici applicati senza sbavature e, di conseguenza, senza occasioni per nessuna delle due contendenti se non un calcio di rigore richiesto a gran voce dal Kamarat, per un presunto fallo in area subito dallo sgusciante Pisciotta, tra i migliori in campo anche se poi leggermente calato alla distanza. I padroni di casa iniziano la ripresa con tutt’altro piglio, spingendo il piede sull’acceleratore in maniera decisa, mettendo in difficoltà l’ordinato centrocampo rossoblù e spalancando le fasce. Una punizione dal limite di Pane regala l’illusione del goal. Poi la difesa dell’Avola, imperniata sugli immensi Diop e Figini, finisce per rischiare qualcosa quando il portiere Santillo, a causa di un infortunio muscolare, commette un paio di errori in fase di disimpegno, consentendo al bravissimo Pierce, che a causa di un cartellino giallo dovrà saltare la partita di ritorno, di sfiorare il vantaggio. Nella prima occasione è Diop a salvare sulla linea, mentre nella seconda Santillo rimedia al suo errore. A un quarto d’ora dalla fine il Kamarat tira un po’ il fiato e l’Avola alza il baricentro. L’argentino Figini fa le prove generali del goal e ci prova dal limite. Poi, nel finale, il Kamarat riparte e a Pierce non resta che mordersi le mani quando la traversa respinge il suo colpo di testa a botta sicura. Sembra finita. L’arbitro però concede otto minuti di recupero e proprio all’ultimo di questi l’Avola, su un’azione di alleggerimento, conquista un calcio d’angolo. Figini scende ancora in area e conclude al volo in porta dopo la corta respinta dei difensori biancazzurri. Ne viene fuori un tiro imparabile che s’insacca sotto la traversa alle spalle dell’incolpevole Dolenti.

Le scene che seguono sono da cineteca. I calciatori dell’Avola, dopo aver esultato sotto i propri tifosi, corrono ad abbracciare Omar Diop in lacrime, sceso in campo solo pochi giorni dopo la morte della madre. I giocatori del Kamarat applaudono il loro pubblico e i loro encomiabili “Muntanari”, che rispondono scandendo le parole “noi ci crediamo”. Un componente dello staff avolese si accascia in mezzo al campo, vinto dall’emozione. Agli attimi di paura segue l’applauso di tutto il “Vito Di Marco”. Ha vinto l’Avola, ma ci teniamo a ribadirlo, ha vinto soprattutto il calcio. Complimenti a tutti e arrivederci fra sette giorni.

(foto: La Sicilia)

Kamarat (4-2-3-1): Dolenti; Marchica (83′ Cuffaro), Baio, Mirabelli, Cracchiolo; Ledesma, Pane; Pisciotta, Osvaldo (Duarte), Guadalupo; Pierce. All. Fabrizio Cammarata

A disp: Banfi, Di Romana, Miano, Spinelli, Ozawje, Carta, Infantino.

Avola (3-4-3): Santillo; Figini, Diop, Midolo; Caruso (80′ Toure), Rotella (73′ Ramella), Ricca, Butera; Carbè (64′ Montagno), Alfò (90’+2 Ruiz), Dos Santos. All. Attilio Sirugo

A disp: Aglianò, De Luca, Tringale, Frangiamone, Gazzara.

Marcatore: 99′ Figini

Ammoniti: 24′ Pierce, 66′ Dos Santos, 72’ Aglianò (in panchina)

Arbitro: Ragno di Molfetta

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