Sono stato tra i primi firmatari di “Marsala Turismo 2026-2031”. Ho sottoscritto il documento con onestà, ponendo delle riserve, invece di accettare tutto pur di ricevere consenso. Sono stato l’unico tra i candidati sindaco che ha partecipato personalmente alla presentazione del progetto al Circolo Lilybeo . Non ci dovrebbero essere candidati di serie A e altri di serie B eppure accade. Doveva essere un momento di visione collettiva, di democrazia unita, priva di bandiere, ma abbiamo assistito alla dimostrazione di quanto la politica locale sia allergica agli interessi reali per la collettività.

Dico tutto questo perché nella narrazione ufficiale dei fatti sono stato oscurato da un progetto che mi ha visto partecipe. Messo all’angolo come sul ring durante un incontro di boxe, mentre il match è ancora in corso, anche se sono stato uno dei primi firmatari. Per molti, forse, tutto questo non conta. Perché alcuni meritano di essere citati e altri no? Perché alcuni hanno più importanza e altri meno? Forse perché ho qualche difficoltà ad esprimermi con l’italiano? L’ho sempre detto con onestà: vivendo tanti anni all’estero, il mio italiano non è dei migliori. Forse per questo non meritavo di essere citato? O forse perché questa è la mia prima esperienza politica al fianco di tre colleghi che hanno decenni di esperienza alle spalle? Forse per questo meritavo di essere messo all’angolo? Se l’obiettivo è lo sviluppo di Marsala, non si dovrebbe censurare chi ha dedicato tempo, incontri e confronti per definire i particolari del progetto. Lo trovo scorretto. Se l’obiettivo è far crescere questa città, invece, bisogna provare a camminare insieme, nel rispetto reciproco, altrimenti è meglio dedicarsi ad altro.
Leonardo Curatolo candidato Sindaco di Marsala



















































