
NICOLA DONATO – L’eliminazione ai playoff del Marsala 1912, maturata nella gara secca del “Municipale” contro il Partiniccaudace, non è soltanto il risultato di una partita folle, ma il punto di arrivo di un’intera stagione vissuta tra aspettative e interrogativi mai del tutto risolti.
Una società nuova con un presidente voglioso di far bene e che soprattutto ha segnato la svolta nella gestione del Marsala calcio, con una visione a cui non eravamo più abituati.
Tornando al calcio giocato è stata una gara dai contorni incredibili: Marsala sotto nel punteggio, poi capace di ribaltarla sfruttando anche la superiorità numerica per l’espulsione di un avversario, quindi la beffa nel finale dei tempi regolamentari e il colpo definitivo incassato nei supplementari. Il tutto davanti a una cornice di pubblico straordinaria, circa 2.500 spettatori, con una sparuta presenza ospite. Un contesto che avrebbe meritato un epilogo diverso, anche perché ai lilybetani sarebbe bastato un pareggio nei tempi supplementari per continuare il cammino, ma il Partinicaudace non ha rubato nulla e giocato alla pari con un uomo in meno.
E invece è arrivata un’eliminazione che pesa. Perché questa partita, nel suo sviluppo caotico e nelle sue contraddizioni, è stata lo specchio perfetto della stagione del Marsala. Una squadra che non ha mai fatto difetto in termini di impegno, ma che ha spesso lasciato dubbi sulla qualità del gioco espresso. Limiti nella costruzione della manovra, difficoltà nel trovare la via del gol – soprattutto in trasferta – a fronte di un rendimento casalingo quasi sempre da squadra di vertice.
Il terzo posto finale racconta una verità chiara: a un solo punto dalla seconda posizione, ma comunque distante dalla capolista Licata, che nel girone di ritorno ha saputo allungare in maniera decisiva. Eppure, al giro di boa dell’andata, il distacco era di appena quattro punti, segnale di un campionato che poteva prendere un’altra direzione.
Nemmeno il cambio in panchina è riuscito a imprimere la svolta attesa: né sul piano dei risultati, né su quello del gioco.
La redazione di Trileggo, così come quella di Canale 2 – soprattutto attraverso le analisi di “Top Sport” – ha sempre mantenuto una linea chiara: niente negatività gratuita, ma nemmeno giudizi superficiali. Raccontare ciò che si vede, con onestà intellettuale, distinguendo il ruolo del giornalista da quello del tifoso.
Allo stesso tempo, però, nelle nostre trasmissioni abbiamo sempre scelto di guardare il bicchiere mezzo pieno piuttosto che quello mezzo vuoto, con l’obiettivo di spronare la squadra e l’ambiente, accompagnando il percorso stagionale con equilibrio e senso di responsabilità.
Un approccio improntato al realismo, che oggi, alla luce dell’epilogo dei playoff, trova una sua naturale conferma.
Adesso è il momento di guardare avanti. Rimboccarsi le maniche e programmare la prossima stagione con chiarezza e determinazione consapevoli di poter puntare su una società come un punto di riferimento solido, con la tifoseria che ha dimostrato ancora una volta attaccamento e passione: un patrimonio da custodire.
Il futuro del Marsala passa dalle scelte che verranno fatte da oggi in poi. Perché il sostegno e la stima verso il presidente Angelo Casa non manca.














































