Franco Rapisarda, referente territoriale del Movimento 5 Stelle, in vista delle prossime elezioni comunali a Marsala traccia il percorso del Movimento spazzando via gli attacchi mediatici degli ultimi periodi: C’è una narrazione tossica che inquina da sempre il dibattito politico anche locale, e che oggi più che mai colpisce chi, come noi del Movimento 5 Stelle, cerca di costruire un’alternativa di governo seria e credibile per la città. Ogni volta che proviamo a dialogare con altre forze politiche, a superare gli steccati ideologici per unire le energie sane della società, veniamo puntualmente accusati di aver perso la nostra purezza, di aver tradito il mandato dei cittadini.
È un copione che si ripete: se cerchiamo il confronto con mondi che non sono sempre stati i nostri interlocutori naturali, come le forze moderate o civiche, scatta l’attacco mediatico. Ma la verità è che a dare fastidio non è il dialogo, ma la possibilità concreta che una forza come la nostra, nata per scardinare il sistema, possa davvero governare e cambiare le cose. C’è chi ci preferirebbe chiusi nella nostra comfort zone, a denunciare il malaffare senza mai incidere sulla realtà, confermando così la narrazione di un Movimento buono solo a protestare.
Un Movimento 5 Stelle che si isola e si limita alla testimonianza va bene al sistema, perché non disturba i giochi di potere. Un Movimento che, invece, si assume la responsabilità di governo, che lavora con serietà per trovare soluzioni ai problemi concreti dei cittadini e delle imprese, diventa un problema. Se non litighiamo, se non ci dividiamo, se proviamo a costruire un progetto ampio senza rinunciare ai nostri valori fondanti – onestà, trasparenza, partecipazione – allora non andiamo bene a chi vive di polemiche e di notizie false.
Noi, al contrario, crediamo che il nostro compito sia proprio questo: essere il motore di un cambiamento autentico, capace di parlare a tutti i cittadini marsalesi, anche a quelli che in passato non ci hanno dato fiducia. C’è chi ci vorrebbe o puri e irrilevanti, o al servizio di qualche vecchio partito. Noi rivendichiamo con orgoglio la nostra autonomia e la nostra identità, ma anche la nostra capacità di aggregare, perché governare significa unire e non dividere.
L’apertura al dialogo non è una rinuncia, ma un atto di responsabilità verso i nostricittadini. Se questo dà fastidio a qualcuno, forse è perché non ha capito che la politica non è un talk show, ma l’arte di costruire consenso attorno a idee concrete per migliorare la vita delle persone. È questa la strada che continueremo a percorrere, con la schiena dritta e lo sguardo rivolto al futuro, convinti che solo una città unita possa superare le grandi sfide che ha di fronte.




























