
Coach, siete appena rientrati dal Training Camp di Marsala. Al di là del volume chilometrico, i dati di potenza e la risposta ai lavori di forza specifica vi hanno dato le risposte che cercavate per questo avvio di 2026, o c’è qualche area dove siete in ritardo sulla tabella di marcia?
Coach Ninni: “Più che una semplice rifinitura, il Camp di Marsala è stato una vera e propria pietra miliare del nostro percorso. Quattro giorni di ‘full immersion’ ci hanno permesso di sbloccare e consolidare diversi livelli di preparazione: atletica, tecnica, ma anche mentale. I dati ci dicono che siamo pronti, il volume è stato assimilato bene. Se fino a ieri abbiamo costruito il ‘motore’, da oggi in poi il focus si sposterà sui dettagli: lavoreremo quasi esclusivamente sulla tattica di gara e sulla gestione dei momenti critici. Il gruppo è maturo, le gambe rispondono: siamo esattamente dove volevamo essere.”
Guardando le foto del ritiro, traspare un senso di appartenenza molto forte. C’è stato un momento preciso, magari una sera a cena o durante una difficoltà col vento laterale, in cui ha capito che questi ragazzi avevano smesso di essere singoli atleti e sono diventati una vera ‘Squadra’?
Coach Ninni: “La verità è che questi ragazzi non hanno aspettato il ritiro per sentirsi squadra: lo erano già prima di partire, e questo è il loro grande valore aggiunto. Il camp è servito solo a cementare, a rendere indissolubile questo legame. Se devo però isolare un fotogramma, scelgo la simulazione di gara. Lì, sotto sforzo massimale, con l’acido lattico nelle gambe e l’adrenalina a mille, non ho visto individualismi ma un corpo unico che si muoveva all’unisono. Lì ho capito che l’unità non era solo di facciata, ma strutturale. Si sono protetti e spinti a vicenda: è stata la conferma definitiva.”
Sappiamo che la Star Cycling Lab è un’ASD che punta al pareggio di bilancio ma offre servizi da professionisti. In un momento economico non facile per le famiglie, quanto è difficile mantenere questo standard elevato e quanto è cruciale il rapporto con gli sponsor locali per non gravare solo sulle quote di iscrizione?
Coach Ninni: “Mettere nella stessa frase fondi economici, ciclismo e attività giovanile, oggi, è un’impresa ardua. Non ci nascondiamo: mantenere standard professionali con un bilancio a zero è una sfida quotidiana. Abbiamo dei preziosi supporter esterni che ci aiutano, ma manca ancora un vero Main Sponsor. Abbiamo cercato a lungo un’azienda importante della Sicilia Occidentale che volesse sposare i valori etici e sportivi del nostro progetto giovanile, ma al momento il territorio non ha risposto come speravamo. Continuiamo a lavorare per offrire il massimo, ma è chiaro che un sostegno imprenditoriale locale più forte ci permetterebbe di fare un ulteriore salto di qualità senza pesare sulle famiglie.”
Siamo onesti: con una preparazione così curata, uno staff tecnico presente e un ritiro invernale alle spalle, non ci si può nascondere. L’obiettivo per il 2026 è far crescere i giovani con calma o quest’anno la Star Cycling Lab parte con l’obbligo di portare a casa vittorie pesanti fin dalle prime gare?
Coach Ninni: “La nostra forza sarà viaggiare a due velocità, ma con la stessa determinazione. Da un lato abbiamo gli atleti al secondo anno di categoria: con loro non ci nascondiamo, abbiamo preparato una stagione di vertice dove l’obiettivo non è solo il piazzamento, ma la vittoria e la convocazione ai Campionati Italiani. Dall’altro lato abbiamo i neofiti e chi ha appena fatto il salto di categoria: per loro il 2026 sarà un anno di apprendimento e crescita, dove l’errore fa parte del percorso. Il nostro motto per quest’anno riassume tutto: ‘Senza fretta, ma senza sosta’. Vogliamo tutto, ma con i tempi giusti per ciascun ragazzo.”
Coach, il nome ‘Star Cycling Lab’ è una dichiarazione d’intenti forte. In un ciclismo giovanile italiano spesso ancorato alla tradizione e al ‘si è sempre fatto così’, quanto incide realmente la scienza nel vostro quotidiano? Monitorare costantemente i dati di ragazzi così giovani non rischia di trasformarli in piccoli robot togliendo loro la fantasia?
Coach Ninni: “La scienza è uno strumento, non una gabbia. Su 14 agonisti, applichiamo il monitoraggio integrale (Watt, TSS, sonno, variabilità cardiaca) solo ai 4 ragazzi più grandi, perché il loro motore è pronto per essere ‘tunizzato’. Con gli altri, specialmente gli Esordienti, cambiamo paradigma: la fisiologia c’è, ma è nascosta nel gioco. Alleniamo forza e resistenza attraverso sfide pratiche, guidate dal divertimento e dalla tecnica di guida, mai dalla noia dei numeri. Il nostro obiettivo è chiaro: non vogliamo robot telecomandati dall’ammiraglia, ma atleti pensanti, forti e, soprattutto, innamorati di questo sport. Il dato serve a noi tecnici per capire, non all’atleta per ossessionarsi.”
Chiudiamo con una nota dolente per molti, ma necessaria. Ciclismo ad alto livello e rendimento scolastico: spesso vengono visti come antagonisti. Voi richiedete un impegno quasi professionistico ai vostri atleti: qual è il patto che stringete con loro e con le famiglie sul fronte dello studio? Se un ragazzo va forte in bici ma male a scuola, la Star Cycling Lab come interviene?
Coach Ninni: “Alla Star Cycling Lab l’ordine delle priorità è scolpito nella pietra: prima la scuola, l’educazione e i valori umani, poi la bicicletta. È una condizione non negoziabile dettata dalla società stessa: se vuoi ‘correre’ in bici, devi correre anche sui libri. Nessun nostro atleta ha insufficienze, perché sanno che il rendimento scolastico è il passaporto per le gare. Non è solo una questione di voti, ma di mentalità: ripeto sempre ai miei ragazzi che per diventare campioni devono essere persone di cultura. Un atleta colto è un atleta che sa leggere la corsa, sa gestire le emozioni e sa stare al mondo. Senza testa, le gambe non vanno lontano.”
Coach, abbiamo parlato molto di giovani e di futuro, ma la Star Cycling Lab ha anche un’anima adulta e pulsante: i Master. Spesso nel ciclismo moderno si crea una frattura tra il settore giovanile e quello amatoriale. Nel vostro caso, invece, sembra esserci un legame diverso. Che ruolo hanno questi atleti che, pur lavorando e avendo famiglia, trovano il tempo per allenarsi duramente e sostenere il team?
Coach Ninni: “I Master non sono un corpo estraneo, sono la colonna portante etica ed emotiva della Star Cycling Lab. Rappresentano la passione allo stato puro: gente che dopo otto ore di lavoro ne fa due sui rulli o si sveglia all’alba per macinare chilometri. Per i nostri giovani agonisti, vederli è una lezione silenziosa ma potentissima: imparano che il ciclismo non finisce a vent’anni, ma è uno stile di vita che ti accompagna sempre. Inoltre, la loro presenza è fondamentale per me: sono sempre pronti a sostenere la squadra, logisticamente e moralmente. Senza la loro maturità e il loro esempio, la SCL sarebbe una realtà molto diversa.”
Spostiamo lo sguardo sulla sezione di Avola, dove i ‘Giovanissimi’ stanno crescendo a vista d’occhio. Lì la gestione è affidata a Dario Sessa, una figura chiave per il vostro movimento. Come giudica il lavoro svolto finora con i più piccoli e quanto è strategico avere un polo distaccato che cura l’avviamento al ciclismo fin dai primi colpi di pedale?
Coach Ninni: “Il polo di Avola è il nostro cuore pulsante. E lasciatemelo dire chiaramente: Dario è il miglior tecnico che la Star Cycling Lab potesse desiderare per quel ruolo. Non è solo un allenatore, è un educatore capace di trasformare l’apprendimento tecnico in gioco e divertimento, coinvolgendo le famiglie in modo esemplare. Ad Avola non stiamo solo insegnando a guidare la bici tra i birilli, stiamo costruendo le fondamenta degli uomini e degli atleti di domani. Grazie alla guida sapiente di Dario e al supporto straordinario dei genitori, il 2026 sarà l’anno della consacrazione per questo gruppo meraviglioso.”




























