VINCENZO SAMMARTANO – Dopo un anno di violenze contro i direttori di gara, le istituzioni sono finalmente intervenute con fermezza. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che rende gli arbitri pubblici ufficiali nello svolgimento della loro funzione. Le pene vanno da due a sedici anni di carcere come previsto dal Codice Penale.
Sul sito internet dell’AIA – Associazione Italiana Arbitri è stato pubblicato il seguente comunicato.
“E’ stato ufficialmente modificato l’articolo 583-quater del Codice Penale che di fatto va ad equiparare gli arbitri ai pubblici ufficiali. Ad annunciarlo è stato il Ministro per lo sport e per i giovani Andrea Abodi, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, con il quale l’AIA aveva interloquito intensamente per giungere a questo risultato.
Da oggi quindi chi compie atti di violenza nei confronti degli arbitri, rischia le medesime pene di chi aggredisce gli agenti di pubblica sicurezza compreso il carcere. […]. Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Antonio Zappi – La tutela degli arbitri entra finalmente nel codice penale ed è il frutto di mesi di lavoro e di incontri con i quali abbiamo portato all’attenzione politica e mediatica questa emergenza sociale. Ringrazio ovviamente il Ministro Abodi, il Governo ma anche tutti coloro che, da tutti gli schieramenti, hanno sostenuto questa grande battaglia di civiltà. Insieme alle misure repressive la violenza dovrà tuttavia essere ancora combattuta anche con misure culturali e progetti formativi che, unitamente a tutte le componenti federali che hanno a cuore la tutela dei nostri ragazzi e anche con il nuovo Osservatorio antiviolenza della FIGC, l’AIA sicuramente metterà in campo”.
Fonte – Associazione Italiana Arbitri




























