Pubblichiamo la replica del cittadino Ninny Aiuto promotore della petizione per la riapertura dell’antico viale di Porta Nuova a Marsala alle dichiarazioni della Dott.ssa Occhipinti, Direttrice del Parco Archiologico di Marsala, contraria a tale iniziativa.

La chiacchierata in call conference audio avvenuta con la Occhipinti, dopo un confronto acceso, si chiudeva con un: “Va bene, presentatemi un progetto” che noi non abbiamo divulgato se non dietro una rispettosa e istituzionalmente galante formula testuale: “tutte le parti in causa sembrano sinceramente impegnate nel cercare una soluzione che soddisfi, insieme al libero passaggio per tutti i cittadini e visitatori, i criteri attuali di salvaguardia e cura dell’area nel suo complesso (daremo notizie più avanti)”. Conversazione che è avvenuta alla presenza di ben sei persone.

Per ciò stesso mi pare enormemente scorretto che la direttrice Anna Occhipinti, a stretto giro di posta dal comunicato del Comune, si faccia intervistare per sconfessare la sua stessa apertura, quindi senza neanche voler attendere il progetto che lei stessa, alla fine della telefonata, ci aveva richiesto. Evidentemente mentiva, sapendo di mentire, e ancora una volta ha mostrato un incaponimento non figlio della ragione ma di chi pensa di avere di fronte dei cittadini impreparati o che soffrano di qualche soggezione rispetto all’incarico affidatole. Perché gli incarichi ci vengono dati, in una Repubblica, nell’interesse di tutti e non di un’idea senza solide basi.

Ma veniamo poi alle divertenti considerazioni affidate dalla Occhipinti alla sua replica, limitandoci al virgolettato: “Non mi sembra una buona idea, per più di una ragione – spiega Anna Occhipinti – perché sarebbero vanificati gli sforzi fatti dall’Amministrazione Regionale per conferire aulicità e dignità a un monumento archeologico prestigioso quale è l’antica Plateia Aelia, fulcro del Parco di Lilibeo, diventando da luogo da conoscere per apprezzarne il valore documentale ad area da attraversare o dove passeggiare”.
Non so, sinceramente, se in questi sforzi rientra l’elettrizzante Caccia al Tesoro organizzata per scoprire le bellezze del Museo e del Parco venerdì 4 aprile, con ricchi premi e cotillon che, altrove, metterebbero a disagio persino splendide statue di marmo che mai, in millenni di storia, hanno trovato alcun imbarazzo nella loro magnifica nudità.
“Impossibile sarebbe poi esercitare il controllo su un così lungo tratto”, rimanendo quindi da capire chi oggi eserciti questo controllo, visto che, pagando un biglietto di 4,00 euro è attualmente possibile accedervi e non c’è alcuna certezza che i turisti decidano di presentarsi alla spicciolata.
“E men che meno da parte di personale estraneo, messo temporaneamente a presidio dall’Amministrazione comunale”, su cui noi non avremmo alcuna autorità. Strano concetto di “estraneità rispetto a un’Amministrazione che, come quella Regionale, appartiene alla stessa struttura repubblicana dello Stato. Strano concetto di “dominio” del controllo per un’amministrazione del Parco che, conscia di non poter ottemperare proficuamente a tutti le incombenze delle varie aree archeologiche, ha opportunamente affidato agli splendidi ragazzi di Archeofficina la gestione di intere aree del nostro patrimonio archeologico. Splendidi ragazzi ma che, ricordiamo, a differenza del comune, sono una cooperativa della provincia di Palermo che la dottoressa sente più vicina del Comune di Marsala. E forse, ma è una mia elucubrazione, la verità è che noi marsalesi queste aree archeologiche in fondo neanche ce le meritiamo. Peccato che raramente siano stati chiamati figlie o figli di questa città a sovrintendervi.
“Personale che dovrebbe ruotare, alternandosi in complicati turni di lavoro” (e oggi chi lo fa?), “e chiunque potrebbe addentrarsi nel Parco” (cosa che già i criminali fanno). “Con grave nocumento per le casse dell’erario regionale”. Quest’ultimo punto è stato, effettivamente quello nel quale gli animi si sono più accesi da parte mia, pur con tutto il rispetto per la persona, al sentire queste parole.
Partiamo dai dati.
Gli ultimi dati disponibili (2021) ci dicono che “Castelvetrano-Selinunte” hanno visto la presenza di oltre 100.000 visitatori al loro Parco archeologico, così come “Calatafimi-Segesta”, per oltre 500.000 euro di incassi per ciascuno di essi. Oltre 21.000 visitatori per il Satiro danzante di Mazara del Vallo, con incasso annuale di circa 100.000 euro, mentre l’intero complesso lilibetano (Nave Punica, Parco, Villa Romana, Necropoli e Plateia Aelia) ferma a circa 18.000 presenze con un incasso di soli 38.000 euro. Quindi il Parco Lilibeo-Marsala rende 2,10 euro per visitatore, contro i ben 4,76 euro per visitatore del solo Museo del Satiro nella vicina Mazara.
A questi numeri, la direttrice Anna Occhipinti rispondeva che questi numeri esulavano dalla sua responsabilità. Può darsi, ma allora al PALM avremmo bisogno di un manager e non di una funzionaria, benché di alto livello. Perché anche visto genericamente, il modello attuale di gestione del Parco appare assai lontano dal giustificare non solo la chiusura dell’Antico Viale ma anche la non rinuncia a un biglietto di 4 euro per il solo attraversamento, evidentemente di non grande appeal, come d’altronde avrebbe faticosamente confermato la stessa Occhipinti rivelando i numeri annuali del biglietto di 4,00 euro venduto per attraversare l’area: circa 2.000 biglietti annuali, più quasi 400 biglietti ridotti. Insomma, «non arriviamo neanche a 9.000 euro di incasso facilmente rimpinguabili dal Comune o da una colletta di cittadini» dissi allora io, allorché mi sentì rispondere: «Ok, allora presentatemi un progetto!».
Ringraziata per la seppur timida apertura, ci siamo messi subito al lavoro suggerendo alle istituzioni comunali una proposta embrionale di progetto che avremmo voluto discutere con la Occhipinti.
Infine, lasciatemi dire una cosa sulla sicurezza sulle ore notturne, “che potrebbe essere liberamente anche vandalizzato”. Cosa impedisce attualmente che lo sia? Quella orribile griglia di metallo che cinge tutto il Parco è appena un ostacolo per me, 51 anni e non certo ormai una vita da atleta, figuriamoci dei malintenzionati o per chi deve nascondere in una fratta della refurtiva o della droga. Ma alla dottoressa, che pure nel suo passato ha lavorato per il demanio, sfugge che proprio l’utilizzo dei paesaggi, in maniera consona e proba, allontana i malintenzionati, preserva il bene da un certo inaridimento del territorio e del patrimonio. Sennò diventano paesaggi di cartapesta, plastici da Porta a Porta, luoghi senza vita e fredde “pietre” senza storia e appartenenza con la città. E poi, se le ore notturne creano questo grande scandalo, perché accettare un finanziamento per l’illuminazione notturna? Tanto per spendere? Per far fare una passeggiata notturna a qualche ospite più importante di noi semplici cittadini? Per vedere l’effetto che fa?
Poi, dulcis in fundo, un paio di perle:
“A fronte degli alti rischi, insomma davvero pochi, anzi nessuno sarebbe il vantaggio che ne ricaverebbe il Parco”.
Cara direttrice, l’unico vantaggio che il Parco deve ricercare è la valorizzazione dei beni archeologici marsalesi nell’alveo di uno sviluppo coeso della città. Il Parco non deve fare utili in sé ma deve aiutare la città di Marsala e le attività economiche di Marsala a trarre benefici culturali ed economici dall’aver ceduto ampi pezzi di territorio alla ricerca scientifico-archeologica. Sennò lei allontana i cittadini da questa esigenza, spaventa chiunque dovesse trovare nel giardino di casa un reperto da portare all’attenzione del pubblico per una vostra endemica tendenza a chiudere e imbalsamare.
“E anche la cittadinanza non ne avrebbe grande giovamento se le maglie larghe degli accessi producessero danni irreversibili al patrimonio, sporco e magari pieno di bottiglie di birra lasciate ai bordi del percorso dopo una divertente serata in pizzeria non sarebbe di certo un bel biglietto da visita per la città agli occhi dei tanti turisti e ci esporrebbe ad attività di pulizia straordinarie, quando a stento riusciamo a garantire l’ordinario”.
Cara dottoressa, esiste la vigilanza, offertale dal Comune e la possibilità di vietare il passaggio con bibite, gelati o cibi a cittadini e visitatori a qualsiasi ora del giorno o della notte.
Ma dopo questa sua ultima sortita, nei modi e nei contenuti, abbiamo compreso che il suo punto di vista non ha nulla di scientifico ma è ormai una sua questione personale assunta contro i cittadini marsalesi. Per noi no, lei è stata incaricata e non abbiamo nulla da rimproverarle.
Diversi invece sono gli interrogativi che, continuando la nostra battaglia, a questo punto porremo direttamente al Presidente On. Sen. Schifani e all’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato.



























