venerdì , 14 Giugno 2024

38° Parallelo. Il Festival apre alla riflessione su grandi temi, tra migrazioni, con Allievi e Melfa, e confronto sul docufilm “Food for Profit”, con D’Ambrosi e Barraco

«Sono tre le cose da fare per “governare le migrazioni”: aprire canali regolari di ingresso per diminuire la pressione di irregolari, smetterla con la finta distinzione tra richiedenti asilo e migranti economici, visto che abbiamo bisogno di almeno 250mila persone l’anno che entrino nel mercato del lavoro per sostituire i pensionati che escono. Terza cosa, integrare chi già c’è e, in particolare, chi è nato nel nostro Paese».

Queste le parole con cui Stefano Allievi, docente presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata all’Università di Padova ha aperto la presentazione del suo libro “Governare le migrazioni. Si deve, si può” (Laterza edizioni), in una conversazione, alle Cantine “Vite ad Ovest”, con Daniela Melfa, docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche all’Università di Messina.

Per Allievi la questione delle migrazioni va affrontata ragionando in termini di circolarità globale, in un momento storico in cui si intravede all’orizzonte «il rischio che gli emigranti diventino più degli immigrati», che oggi, in Italia, sono soggetti ad una «legislazione in controtendenza rispetto agli altri stati dell’Unione, la più dura sulla questione della cittadinanza». «In Germania sono passati da 10 a 5 anni per la residenza – fa notare Allievi –Un bambino che nasce in questo Paese entra a scuola che è cittadino. Noi, invece aspettiamo i 18 anni, poi ce ne prendiamo due, ufficialmente, spesso anche 3 o 4, per rispondere alle richieste di cittadinanza, così che i bambini arrivano ad essere cittadini quando hanno 22 o 23 anni. Uno spreco incredibile di talenti».

Sulla necessità di ripensare le migrazioni e l’approccio al tema anche Daniela MelfaÈ importante parlarne e, soprattutto, parlarne agli autoctoni. Sappiamo poco, come sa poco la classe dirigente, dei Paesi di provenienza dei migranti. E lo dimostra l’utilizzo di categorie, espressioni come “paesi in via di sviluppo”. Dobbiamo ripartire dalla storia, capire non solo il presente ma anche il passato».

In occasione della presentazione del libro, gli studenti del Liceo Statale Pascasino di Marsala hanno offerto un loro contributo, con interessanti spunti di riflessione, attraverso la lettura di una poesia e di una lettera dedicata al tema delle migrazioni, che vede protagonista una madre distrutta dal dolore per la partenza del figlio alla ricerca di un futuro migliore lontano dalla sua terra di origine.

Al Parco Archeologico di Lilibeo Marsala, è stato proiettato il docufilm Food for Profit”, alla presenza del giornalista Pablo D’Ambrosi e dell’autore de Le Iene Nicola Barraco. Impossibilitata ad essere presente per motivi di lavoro, la giornalista Giulia Innocenzi che ha inviato un videomessaggio di saluti e di ringraziamento agli organizzatori del festival per aver dato spazio alla proiezione del film che, come ormai noto, è diventato un vero e proprio caso cinematografico: al termine di un lavoro durato cinque anni, il documentario racconta e denuncia il legame tra l’industria della carne, le lobby e il potere politico, tra infiltrati con telecamera nascosta ai piani alti dell’Europarlamento e immagini di quel che accade negli allevamenti intensivi di tutta Europa, ai quali sono destinati 400 miliardi di denaro pubblico.

«Per noi è importante essere presenti ad un festival come “38° parallelo”, dedicato alla saggistica – dichiara  Pablo D’Ambrosiperché il nostro documentario ha l’obiettivo di aprire le coscienze e far riflettere. Guardare e condividere insieme al pubblico questa proiezione è un po’ come leggere un saggio, per poi arrivare alle proprie conclusioni». «Momenti come questo servono a renderci cittadini più consapevoli di quello che accade intorno a noi – spiegaNicola Barraco – Sapere che 400 miliardi di soldi pubblici, che dovrebbero servire a rendere migliore il nostro mondo, vengono investiti in qualcosa che non ha nulla a che vedere con la salvaguardia del pianeta, della salute, del benessere pubblico, ci deve necessariamente portare ad una riflessione».

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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