DI GIROLAMO: “OCCORRE LUNGIMIRANZA E VOLONTA’ POLITICA PER MIGLIORARE LA SANITA'”

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In questi giorni si parla tanto di sanità, di liste d’attesa, di mancanza di medici. Da chi ha fatto la scelta di lavorare in ospedale e sempre a tempo pieno e che è riuscito a creare insieme a tanti colleghi, un reparto di cardiologia che era diventato un punto di riferimento per i pazienti di tutta la provincia e non solo, vorrei fare alcune riflessioni e dare alcuni consigli. L’art. 32 della nostra Costituzione asserisce: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Purtroppo in Sicilia questo articolo, come tanti altri, non ha mai trovato piena attuazione e negli ultimi anni con la pandemia da Covid, la situazione è molto peggiorata. Il divario fra le regioni del centro nord e quelle del sud e fra le grandi città metropolitane della Sicilia come Palermo e Catania e le altre provincie è aumentato. Il diritto alla salute vuol dire: avere il medico di famiglia, il pediatra, gli specialisti ambulatoriali, i posti letto sufficienti per poter curare almeno il 90/95 % delle patologie nella propria provincia. Negli ospedali di Palermo o Catania ci si dovrebbe andare solo per i grandi interventi e i trapianti d’organo, non per patologie comuni. Naturalmente diritto alla salute vuol dire anche che i governi nazionali e regionali dovrebbero investire di più anche per fare più prevenzione, più screening per tutte le patologie soprattutto quelle oncologiche e ultimo, ma non ultimo per importanza, più riabilitazione. Il numero dei posti letto previsto, 3,7 per 1000 abitanti, che è inferiore alla media europea, dovrebbe valere da Bolzano a Marsala. Purtroppo non è mai stato così e negli ultimi anni il divario è aumentato. Nella nostra provincia, ci dovrebbero essere intorno a 1400 p.l., ce ne sono meno della metà. All’ospedale di Marsala ce ne
sono un centinaio, circa un terzo di quelli dovuti e meno di quelli che c’erano negli anni pre Covid. I tempi d’attesa per i ricoveri programmati, per gli accertamenti diagnostici e per le visite specialistiche, sono di diversi mesi o di anni, con conseguenze che possono essere anche nefaste. Tempi inaccettabili. A Marsala ma forse in tutta la provincia alcuni accertamenti diagnostici, semplici ma fondamentali, non vengono più eseguiti o sono
eseguiti dopo diversi mesi, come gli esami cardiologici: ecocardiogramma, elettrocardiogramma da sforzo, elettrocardiogramma delle 24 ore, l’ecocolor doppler dei vasi arteriosi e venosi, l’esame spirometrico per i pazienti broncopatici. Esami endoscopici come esofagogastroduodenoscopia , rettocolonscopia, esami neurologici come l’elettroencefalogramma o l’elettromiografia, per non parlare di ecografie, tac, Rmc, mammografie e si potrebbe continuare. Altro che diritto alla salute. Tutto questo non avviene solo per carenza di personale medico, ma per scelte politiche. Per quanto riguarda i posti letto non tutta la Sicilia è nelle stesse condizioni: le grandi città ne hanno forse più del dovuto e le altre molto meno, come la provincia di Trapani. Non è accettabile questa situazione, i cittadini dovrebbero avere gli stessi diritti. L’ospedale di Marsala che è il più nuovo della provincia, ha spazi per almeno un altro centinaio di posti letto e se fosse finito o parzialmente finito il padiglione di malattie infettive, potrebbero diventare complessivamente 250/300.
Se si vuole una sanità migliore anche in questa provincia, non si possono avere così pochi posti letto nè si può mantenere l’organizzazione ospedaliera del secolo scorso. Non si possono ancora avere 5 reparti di chirurgia, di medicina, di cardiologia, di ostetricia e ginecologia, di pediatria e quasi tutti curare le stesse patologie. Nessuno potrà mai occuparsi delle malattie complesse, nonostante l’impegno dei medici. Gli ospedali della provincia debbono essere potenziati in posti letto, in personale e attrezzature, ma si debbono differenziare l’uno dall’altro. Gli ambulatori specialistici del territorio debbono avere apparecchiature per la diagnostica. Ogni ospedale dovrebbe avere una sua specializzazione e diventare punto di riferimento di tutta la provincia. L’orientamento dell’ospedale di Marsala, con la sua centralità geografica, con le sue 5/6 sale operatorie, potrebbe diventare a indirizzo oncologico. L’ospedale di Trapani ormai è a indirizzo cardiovascolare, anche se va potenziato con il ripristino del reparto di chirurgia vascolare. A troppi pazienti oncologici la diagnosi viene fatta spesso con notevole ritardo, con conseguenze estremamente negative. La terapia sia medica che chirurgica e/o radioterapica quasi sempre viene eseguita lontano da Marsala, spesso fuori provincia o fuori regione, con costi economici e psicologici non indifferenti e non sempre sopportabili. Non è accettabile tutto questo. Da sindaco, ho chiesto più volte ai vari assessori alla salute e ai vari direttori generali dell’Asp che si sono succeduti, più attenzione per Marsala. Adesso lo continuo a chiedere da medico. In attesa di una migliore e più radicale organizzazione ospedaliera, che dipende dal governo regionale, la dirigenza dell’Asp potrebbe iniziare da subito a creare un servizio di oncologia con ambulatori e possibilità di somministrare la chemioterapia in loco senza costringere i pazienti a girovagare per la provincia o ancora più lontano. L’ambulatorio oncologico negli anni passati era presente al Paolo Borsellino. La chirurgia senologica che è stata spostata per il Covid, potrebbe e dovrebbe ritornare nel nostro ospedale dove ci sono gli spazi, l’esperienza e altri reparti complementari, come la chirurgia plastica per la ricostruzione della mammella quando serve. Naturalmente è necessario poter fare un esame istologico estemporaneo durante gli interventi e questo vale per tutti gli altri interventi chirurgici con sospetta neoplasia, per deciderne con più accuratezza l’iter chirurgico. Circa 20/30 anni fa nel vecchio ospedale San Biagio questo accertamento già si faceva. Si dovrebbero potenziare o ripristinare i reparti che ci sono o che c’erano e riaprire molti ambulatori. Non dovrebbe esistere un reparto ospedaliero senza un ambulatorio per seguire almeno i pazienti più critici. Vale per tutti i reparti ma sicuramente non ci può essere cardiologia che non faccia ambulatorio per accertamenti diagnostici e per seguire almeno i pazienti gravi. Si dovrebbe portare a termine il padiglione di malattie infettive e nel frattempo renderlo fruibile anche parzialmente. La situazione attuale è vergognosa. È
possibile fare tutto questo, riorganizzare e potenziare? Assolutamente si, ma ci vuole lungimiranza e volontà politica, assunzione di dirigenti medici con esperienza oncologica. I deputati regionali, sia di maggioranza che di opposizione, almeno sulla sanità, dovrebbero fare rete e pretendere dal governo molti più servizi sanitari per i cittadini di questa provincia, che sono quelli che li hanno votati. I sindaci non dovrebbero fare, quando le fanno, lotte di campanile che non portano a migliorare la sanità. I cittadini marsalesi e di tutta la provincia hanno almeno gli stessi diritti degli altri e che l’articolo 32 della Costituzione italiana, venga recepito nella sua interezza anche da noi. Dott. Alberto Di Girolamo

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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