
La processione del Giovedì Santo di Marsala, la cui organizzazione è affidata alla confraternita di Sant’Anna, risale alla prima metà del XVII° secolo, quando la Sicilia si trovava sotto la dominazione spagnola, ha la sua genesi nella sacre rappresentazioni che, sin dal Medioevo, venivano presentate attraverso commedie, composizioni poetiche o processioni figurate e simboliche, mute e parlate. Quest’anno è ritornata dopo due anni di stop imposti dall’emergenza sanitaria, con meno parteciapanti rispetto al passato.
La rappresentazione della passione e morte di Gesù è proposta attraverso forme di teatralizzazione per le vie cittadine.

Nel corso della storia la processione è stata rimodulata nel numero e nella forma dei gruppi che la compongono. Quelli più significativi sono sei e rappresentano le varie fasi del dramma di Cristo: Gesù con gli apostoli, La cattura di Gesù, Gesù davanti a Erode, Gesù dinanzi a Pilato, Gesù con la croce, Gesù morto.
Le scene oggi rappresentate sono le seguenti: Bambini vestiti da angioletti; Bambini in abito bianco ; Gruppo della Pace; Gesù accompagnato dagli apostoli; Gesù dinnanzi a Caifa ; Gesù dinnanzi ad Erode ; Gesù dinanzi a Pilato ; Gesù con la Croce lungo il Calvario.
Chiude la Processione la Statua di Cristo Morto, portata su un lenzuolo bianco da trentadue giovani chiamate Figlie di Maria, vestite di nero con cordoni dorati e scialle bianco, e infine, la Statua dell’Addolorata .



























