L’Orchestra Sinfonica Siciliana avvia un tour di concerti in Sicilia, che, dal 12 al 17 marzo, tocca tre comuni dell’Isola, per poi riapprodare a Palermo con la replica del programma il 18 e 19 marzo al Politeama Garibaldi, all’interno della stagione sinfonica invernale dell’Orchestra. Gli appuntamenti sono al Cine-Teatro Impero di Marsala il 12 marzo (ore 21.00), al Duomo di Monreale il 16 marzo (ore 21.00), alla Cattedrale Santissimo Salvatore di Mazara del Vallo il 17 marzo (ore 20.30).
Estremamente interessante e di grande attrattività la proposta musicale, che si apre con l’Ouverture in do minore op. 67 “Coriolano” di Beethoven, continua con il brillante Concerto n.5 Turkish per violino e orchestra di Mozart e si chiude con uno dei brani più celebri del repertorio sinfonico di tutti i tempi, la Sinfonia n. 5 di Beethoven.
Non solo il programma è di sicuro appeal, ma anche l’inedito duo Quarta-Quarta. Due fratelli noti in Italia e nel mondo, due violinisti eccezionali eppure estremamente diversi, per la prima volta uniti in una stessa produzione dalla direttrice artistica della Foss, Gianna Fratta, che li mette fianco a fianco, uno nella veste di solista, Alessandro, e l’altro nella veste di direttore, Massimo.
Nelle loro interpretazioni, il pubblico della Sicilia Occidentale potrà gustare l’Ouverture in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1807 per la tragedia Coriolano di Heinrich Joseph Collin, brano in cui emerge la tragica grandiosità di un personaggio della cui realtà storica non si ha certezza, Coriolano, il quale, dopo aver conquistato la città volsca di Corioli, era stato esiliato dai Romani per aver esercitato in modo dispotico il potere. Brano di incredibile attualità per i suoi significati più profondi legati alla guerra, al potere e all’avidità della conquista. A seguire, l’ultimo dei concerti per violino e orchestra che compose Mozart, nel 1775. Si tratta del Concerto n.5 Turkish in la maggiore per violino e orchestra KV 219, così chiamato per la presenza nel terzo movimento di elementi che nell’immaginario dell’epoca erano riconducibili allo stile musicale turco. Sarà poi la celebre Sinfonia n.5 in do minore, op.67 di Beethoven a chiudere il programma.





























