L’estetica della palazzina di via Garraffa suscita polemiche

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DAVIDE LICARI – A Marsala le sorprese sembrano non finire mai, così come le polemiche che si accendono all’improvviso come fiammiferi. E così è scoppiata l’ennesima querelle che ha per oggetto l’estetica e il decoro della città, ma questa volta non a causa di una piazza, bensì di una palazzina sita in Via Garraffa, tra la Chiesa di Santa Cecilia e largo San Gerolamo con vista sulla scuola “Garibaldi”.

Da diversi mesi una impalcatura copriva la facciata della palazzina in questione e oggi, finalmente, il risultato di quei lavori è stato svelato al mondo, sollevando le perplessità di molti. Non occorre essere in possesso di una laurea in architettura per comprendere il pregio del risultato, la bellezza dell’acciaio, la lucentezza delle vetrate, i colori moderni e scuri, il carattere freddo e attuale. Ecco, qui sta il problema secondo molti opinionisti dell’ultima ora. E in effetti qualche dubbio sorge. Cosa c’entra lo stile postmoderno in un contesto barocco in cui a prevalere sono i toni chiari e caldi, giallo-ocra, del tufo? Cosa ne è stato dell’equilibrio dato dal contesto?

E le stonature con il vicino scavo archeologico? Antico e moderno convivono insieme dando luogo a uno shock che ricalca la polemica che coinvolse diversi anni addietro l’involucro progettato da Richard Meier per circondare l’Ara Pacis a Roma. Che cosa ne pensa di tutto ciò la Soprintendenza? Il piano paesaggistico prevede per il centro storico di Marsala un alto livello di tutela, per cui nei lavori edilizi è opportuno tenere conto della conservazione e riqualificazione dell’impianto urbanistico del patrimonio architettonico, del recupero e restauro conservativo del patrimonio edilizio di pregio, del mantenimento e recupero dei caratteri di qualità dell’edilizia nel centro Storico, delle tipologie e degli elementi decorativi. Per non parlare della salvaguardia della forma urbana, oppure della preservazione dello skyline della città.
Insomma, ci sono tutti gli indizi per un ennesimo caso marsalese.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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