DAVIDE LICARI – Domenica 1 novembre l’aeroporto di Trapani-Birgi vedrà atterrare sulla propria pista gli aeromobili in livrea biancoazzurra della compagnia europea Tayaranjet che completeranno l’offerta dei voli disponibili da e per lo scalo siciliano che già dispone dei collegamenti gestiti dalla compagnia spagnola Albastar. Il vettore italo-bulgaro si è aggiudicato la gara per la continuità territoriale per le seguenti destinazioni: Perugia, Trieste e Ancona.
“Un risultato – ha dichiarato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – reso possibile grazie alla buona azione congiunta tra l’aeroporto, la Regione siciliana, socio di maggioranza che sta facendo grandissimi sforzi per il sostegno dello scalo, con l’aumento di capitale e con la legge 14, di Enac che ha svolto le procedure nei tempi stabiliti e del Ministero dei Trasporti che ha stanziato parte dei fondi. Nonostante il periodo non sia il migliore, Trapani Birgi continua a marciare per il suo sviluppo. Sei voli in continuità territoriale, più quello già esistente da e per Pantelleria, portano a 13 il numero totale di rotte che ampliano la nostra offerta per la Winter 2020/2021, a fronte di 4 nello stesso periodo dello scorso anno”.

Anche Gianfranco Cincotta, country manager della compagnia aerea, esprime soddisfazione per il risultato ottenuto: “Tayaranjet continua a investire sull’isola per rispondere in modo adeguato alle esigenze di cittadini e imprenditori. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare sempre più l’isola al resto d’Italia, offrendo ai viaggiatori siciliani, attraverso l’hub di Trapani Birgi, la possibilità di raggiungere tutte le destinazioni nazionali e internazionali. Tayaranjet sta lavorando ad uno sviluppo ulteriore dalla Sicilia con nuove destinazioni o aumenti di frequenze, se il mercato lo supporterà”.
Tutto lascerebbe presagire un futuro roseo per lo scalo trapanese se non fosse per alcune ombre che vengono gettate sulle ali del vettore bulgaro il quale nella estate appena trascorsa ha compiuto i due anni di attività. Stando ai dati riportati dal portale specializzato planespotters.net la compagnia aerea bulgara, ma di proprietà di alcuni imprenditori del ragusano, disporrebbe di soli tre aeromobili Boeing 737-300, serie prodotta a partire dal 1984 e che ha cessato la produzione nel 1999 quando l’ultimo aereo fu consegnato alla Air New Zeland. La stessa compagnia bulgara in data 22 agosto 2019 celebrava sul proprio portale web ufficiale l’arrivo in flotta del Boeing 737-300 Classic con registrazione LZ-SIA, numero di serie 28399, consegnato nell’agosto del 1997 alla Southwest Airlines, compagnia battente bandiera americana. Peggiore la situazione riguardante il Boeing 737-300 LZ-TYR, numero di serie 25414, consegnato alla compagnia tedesca Lufthansa nel novembre del 1991, 29 anni or sono, e acquistato da Tayaranjet nel maggio del 2018. Più giovane l’ultimo acquisto della compagnia, il Boeing 737-300 LZ-BON, matricola 29060, consegnato a Deutsche BA nel dicembre 1997, acquistato nel settembre 2019. Età media della flotta: 25 anni.
Un problema quello dell’età avanzata dei velivoli sollevato da una inchiesta di Leonard Berberi pubblicata sul Corriere della sera in data 24 agosto 2019 che si focalizzava sulle dinamiche del wet lease, un tipo di accordo tra compagnie aeree che permette alle linee più inflazionate di incrementare il numero dei velivoli a propria disposizione integrando le flotte aeree di cui dispongono le compagnie di piccole dimensioni; nel caso di Tayaranjet è nota la collaborazione con Air Italy.
Ma le ombre non finiscono qui, infatti a partire dal 1 settembre Tayaranjet ha sospeso i voli da e per Comiso dopo appena un mese dalla attivazione della tratta Comiso-Bologna e senza alcuna comunicazione ufficiale. Stando alle dichiarazioni del sindaco di Comiso, Maria Rita Annunziata Schembari, sembrerebbe che il mantenimento della seguente rotta sarebbe stato valutato non produttivo dalla compagnia bulgara e quindi antieconomico. Questo accadeva dopo appena venti giorni di servizio attivo nella Sicilia orientale. Inoltre, in data 27 agosto 2020 si dava notizia dell’inizio della vertenza dei piloti di Tayaranjet in merito al pagamento mancato degli ultimi sei mesi di stipendio. Le richieste di pagamento riguardano anche altri dipendenti della Tayaranjet e i membri del personale di bordo che avrebbero già fatto partire i decreti ingiuntivi.



























