VINCENZO SAMMARTANO – I numeri sono lo specchio della realtà. E spesso ci viene riflessa in tutta la sua crudeltà. E’ questo il caso dei risultati elettorali dei Cinque Stelle di Marsala.
Per certi versi, la debacle del Movimento lilybetano ha superato di gran lunga la performance negativa del Partito Democratico, che ha il torto, seppur con una sua logica, di aver messo i suoi migliori rappresentati nelle liste civiche a supporto del candidato sindaco Alberto Di Girolamo. Facendo così, il Partito Democratico si ritrova fuori da Sala delle Lapidi, attestandosi al 4,83% invece che al 7,83% con l’ipotetica somma dei voti di Luana Alagna e Linda Licari.
Ma lasciamo la fantapolitica, e ritorniamo alla realtà dei numeri.
I 5 Stelle Marsalesi:
- hanno ottenuto il 34% dei voti di lista in meno se riferiti alle elezioni comunali del 2015: 1.843 preferenze delle attuali elezioni contro le 2.806 preferenze delle precedenti elezioni;
- hanno ottenuto il 42% dei voti in meno se riferiti al candidato sindaco: Aldo Rodriquez ottiene 2.783 voti contro i 4.874 ottenuti da Antonio Angileri;
- hanno perso l’unico rappresentante nel consiglio comunale nella quinta città della Sicilia;
- hanno mancato l’opportunità di intercettare 5.347 voti persi dal PD, che nel 2015 ottenne 7.271 preferenze, contri le 1.924 preferenze attuali;
I numeri ci dicono che al di là della sonante sconfitta, i 5 Stelle sono riusciti a perdere, nell’arco di una sindacatura, 963 voti di lista e 2.091 voti per il candidato sindaco. Allo stesso tempo non sono riusciti ad intercettare 5.347 elettori, che nello stesso arco di tempo, hanno deciso di non votare PD, di astenersi o di votare altro.
Ed ecco il più grande fallimento del Movimento 5 Stelle a Marsala: nato per intercettare elettori delusi dalla politica, adesso si ritrova a perdere propri consensi, senza tuttavia, riuscire a captarne altri.
Ma le ragioni di ogni fallimento partono sempre da lontano. La spaccatura della base ed una leadership non condivisa ha sicuramente creato le condizioni per la bruciante sconfitta.
A questo si aggiunge una sindacatura in cui il Movimento è apparso critico contro la precedente amministrazione, ma mai propositivo e con una visibilità ridotta al lumicino.
Adesso, anche per il movimento cittadino è arrivata l’ora della verità: continuare con l’attuale leadership, responsabile dei risultati ottenuti, o puntare su altri leader? Lavorare su nuove alleanze? Riproporre alleanze già collaudate a livello nazionale?
Il tempo scorre. E anche velocemente. Non ci si può trovare impreparati alla prossima tornata elettorale. Il rischio più alto è la stessa esistenza del movimento a Marsala.



























