Gli ultras marsalesi, dopo la notizia degli arresti a tre giovani marsalesi che ha fatto il giro dello stivale, non ci stanno ad avere affibiata la targhetta di “cattivi”. Queste azioni malavitose, infatti, non partono dai gruppi ultras lilibetani. In questo comunicato, di cui ne pubblichiamo buona parte, vogliono raccontanre il loro percorso fin qui fatto.
“Sin dal giorno in cui abbiamo deciso di dare vita ai nostri gruppi (Nucleo Ribelle e Street Boys) abbiamo avuto un solo obiettivo: essere centro aggregativo per tanti giovani non soltanto la domenica sui gradoni degli stadi ma anche e soprattutto ogni giorno per le strade della nostra città.
Tifare e Sostenere la squadra della nostra città, non come hobby ma di più, come stile di vita. È questo il nostro unico credo. Dietro questi due gruppi ci sono ragazzi, lavoratori, padri che, durante il lockdown di qualche mese fa, mentre tutti stavano a casa, si sono distinti in atti importanti di solidarietà per le famiglie in difficoltà, e ciò nel silenzio mediatico più assoluto. Nessuno ha elogiato questo tipo di azioni. Per mesi i nostri gruppi si sono distinti per un tifo organizzato serio perché questo siamo, siamo tifosi, siamo ultras. Non abbiamo nulla da rinnegare o da nascondere. Siamo Ultras. Ma Ultras non significa essere DELINQUENTI O RAZZISTI.
I nostri gruppi vivono per il Marsala calcio: piangono, si disperano, esultano solo per quello. Non abbiamo neppure la necessità di giudicare i fatti accaduti qualche giorno fa. Fa male essere condannati senza conoscere neppure una delle tante storie dei ragazzi di questi gruppi ultras – perché ne siamo assolutamente estranei. La nostra passione ha dei valori fondamentali di cui andiamo fieri.Con queste poche righe i gruppi ultras Nucleo Ribelle e Street Boys si dichiarano TOTALMENTE ESTRANEI alle vicende accadute nella giornata di oggi! #ULTRASNOCRIMINALI“



























