
Giovedi 1 ottobre, all’interno del pittoresco scenario di Porta Nuova, si è svolto il comizio conclusivo della campagna elettorale per le comunali 2020 del candidato a sindaco Alberto Di Girolamo. Presenti all’incontro con la cittadinanza il sindaco uscente, il candidato al consiglio comunale per la lista 100 Passi per la Sicilia, Lillo Gesone, e due ospiti d’eccezione, Ignazio Passalacqua, storica figura della sinistra giovanile marsalese, e Andreana Patti, nei mesi scorsi vicina ad una possibile candidatura a sindaco di Marsala proprio con la sinistra. Sotto la porta d’accesso della città si celebra un momento di raccoglimento per protestare contro l’ondata di odio che ha invaso la città in questa torbida estate gettando una ombra inquietante sulla comunità marsalese. Gli applausi non esistano a sferzare il silenzio, il vento autunnale scaccia il puzzo del razzismo, sotto l’arco di Porta Nuova si intende aprire le porte di Marsala, il cui nome deriva dall’arabo “Porto di Alì”, crocevia di culture e di mondi.
Ad aprire le danze degli interventi Ignazio Passalacqua, il quale sottolinea l’importanza della campagna elettorale come momento di incontro con la cittadinanza, di vicinanza con persone, luoghi e idee. Passalacqua chiede che per i prossimi cinque anni si mettano insieme le idee e le persone in un circolo virtuoso della politica. Il tema della campagna elettorale è “opportunità” perché oggi come non mai le nostre città possono essere valutate sulla base delle opportunità che esse offrono alla comunità amministrata. Passalacqua illustra le nuove concezioni del mondo del lavoro, l’impatto del digital nelle nostre vite, lo smart working. Racconta come il vino resti ancora, nonostante la crisi, un vettore economico importante per la comunità tutta, e ribadisce la necessità di creare luoghi e occasioni per i giovani che torneranno nella loro terra portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e di idee.
Interviene Andreana Patti, la quale orienta il proprio intervento sulla necessità di ripensare la città in maniera diversa, con una ampia progettazione europea e per mezzo di un percorso virtuoso sulla scia di quanto già fatto dall’amministratore Di Girolamo. La capacità di attrarre i finanziamenti europei per le città del sud e della Sicilia non è semplice, la Patti dichiara di essersi trovata ad assistere alla restituzione di una enorme quantità di finanziamenti perché sfruttati nel modo errato in questo nostro territorio. “Marsala è riuscita a fare una cosa nuova e a fornire progetti capaci di attrarre investimenti, non semplicemente per riqualificare la città, ma per dare contenuto vivo ai progetti e ai soldi ottenuti”. Propone un caso tangibile: “Un esempio è alle nostre spalle, Porta Nuova. La cosa importante è che questo progetto nasce per eliminare la piazza della illegalità, un posto in cui i giovani venivano a portare avanti il peggio. Oggi è nuovamente la piazza della legalità, e la riqualificazione di questo luogo è collocata ai vertici della graduatoria, perché all’interno dell’immobile sottratto alla mafia è stato inserito uno spazio per i giovani, uno spazio di co-working, rivolto ai nomadi digitali”.

Successivamente è il turno di Lillo Gesone. “Se stasera ho al mio fianco queste persone, insieme, vuol dire che siamo fronte comune in questa battaglia. Ringrazio Ignazio, perché abbiamo ragionato insieme su questa serata che significa l’unità del centrosinistra. Non faccio qualcosa per un fine nascosto, ma semplicemente perché sono fatto così: sono un fortunato dal momento che ho avuto la fortuna di godere degli ascensori sociali. Sono di famiglia economicamente modesta e se sono uomo di sinistra lo devo all’educazione dei salesiani, quelli veri”. Prosegue Gesone, “Ripensare quel mondo del sociale vuol dire portare dentro Palazzo 7 Aprile le ragioni e le motivazioni; le ragioni del volontariato puro, quello fatto con sacrificio e stento, quello che ti regala maggiori soddisfazioni quando un ragazzo ti incontra per strada e ti abbraccia ripensando a quanto è stato fatto insieme. Quello è un mondo prioritario, e per questo sono necessari spazi di aggregazione giovanile.
Se non creiamo occasioni di incontro saremo costretti sempre a parlare di fatti e avvenimenti come quelli di oggi”. Gesone illustra la necessità di seguire nella comunità locale un modello educativo e sociale preventivo: “Bisogna fare un passo indietro, occorre sempre prevenire. Il sistema preventivo è la ragione per cui i giovani non finiscono per delinquere”. Per questo secondo Gesone è fondamentale creare spazi di emancipazione per tutti. “E’ necessario toccare la corda positiva dei giovani, questo è l’impegno”. Ciò si traduce in “Politiche sociali per rafforzare quello che è stato fatto”. Conclude il proprio intervento con una riflessione su un progetto sociale di grande importanza per la comunità: “Il centro sociale di Amabilina sarà fondamentale. Fu scelta scellerata chiudere la scuola nel quartiere popolare, grida vendetta al cospetto di Dio! Abbiamo perso generazioni che hanno lasciato la scuola per fare altro”. Infine Gesone lancia una proposta al mondo scolastico, “Combattere la dispersione scolastica è fondamentale, nel mese di novembre serve avere i dati e condividerli con le associazioni e i servizi sociali per recuperare i ragazzi dispersi. Ogni euro speso per recuperare un ragazzo durerà per cent’anni”.
Conclude la catena degli interventi il sindaco uscente Alberto di Girolamo. “Oggi siamo qui, in questo luogo significativo dove qualcuno ha pensato di fare un giardino al di fuori di ogni regola. Questa piazza nel tempo è diventata una zona di spaccio. Noi abbiamo intercettato più fondi per creare cose belle nella città, per fare legalità, adesso Porta Nuova tornerà a essere un luogo della legalità”. Prosegue l’intervento, “Io ho sempre messo la faccia nelle cose e ritengo che per quello che abbiamo trovato questa amministrazione abbia amministrato bene. Sicuramente potevamo fare meglio, ma abbiamo trovato una barca di debiti: 13 milioni fuori bilancio, 40 milioni di mutui, abbiamo pagato tutto”. Di Girolamo si sofferma sul sistema dei finanziamenti europei: “Con i fondi europei abbiamo iniziato a lavorare riuscendo nell’impresa di mettere insieme cinque comuni per portare nella provincia 80 milioni di fondi con lo scopo di realizzare opere utili a tutta la provincia”.
Ricorda i primi giorni dell’amministrazione, e le emergenze: “Durante i miei primi giorni da sindaco ricevevo diverse chiamate, problemi con l’illuminazione pubblica, con un parco autobus da rinnovare che impediva agli studenti di raggiungere le scuole, adesso abbiamo una linea moderna e un bus elettrico gratuito”. In chiusura, Di Girolamo scaglia le sue ultime frecce: “Noi siamo isolati dal mondo. Le autostrade finiscono a Mazara, forse perché a qualcuno faceva comodo che si arrivasse a Castelvetrano”. “Non voglio chiedere il voto a nessuno e non faccio favori a nessuno, ma contano i fatti e questa amministrazione ha ottenuto circa 10 milioni dai fondi europei per cambiare tutte le lampade”. C’è tempo pure per un breve passaggio in merito al Recovery Fund: “Il governo nazionale non cade, questo vuol dire che è possibile continuare con i fondi Europei per altri anni e la presenza oggi a Marsala di Graziano Del Rio, uno dei migliori uomini del Partito Democratico, lo testimonia. Arriveranno 209 miliardi dall’Europa, servono idee progettuali per sviluppare il territorio”. Di Girolamo torna brevemente sulla questione Ombra: “Chi occupa posti di responsabilità non deve fare politica, anche se è messo lì dalla politica. Il direttore dell’Asp è stato arrestato e chi è responsabile della sua nomina non si è mai scusato”. “Vogliamo amministrare nel migliore dei modi, vogliamo una città europea e non tornare al Medioevo. Non ascoltate chi fa promesse”. Conclude con una battuta, “Ma se uno non ha mai lavorato, può trovare posti di lavoro per altri? Questa è una vera e propria lotta, una lotta tra l’Europa e il futuro, e il passato, quello brutto”.



























