martedì , 28 Giugno 2022

JO SIFFERT: Quel regalo che non avrei voluto fare

Jo Siffert (1936 – 1971)

A volte è facile misurare la sfortuna, basta analizzarne la cruda dinamica e l’evolversi dell’evento tragico e forse ci si rende conto di come il destino, o meglio il caso, diventi un maldestro compagno di vita che attende il momento giusto per uscire allo scoperto manifestando fatalmente tutta la sua macabra furbizia.

Sul finire degli anni 60 i piloti di Formula 1 di nazionalità svizzera erano appena due. Clay Regazzoni e Joseph Siffert. Quest’ultimo “Gentlemen Driver”, (cosi erano chiamati i piloti di quegli anni per via della loro gentilezza e disponibilità verso i loro ammiratori lontani da supponenze e deliri di onnipotenza dei piloti di oggi), era nato a Friburgo in Svizzera nel 1936 e piuttosto squattrinato era riuscito a riservarsi un piccolo spazio nell’automobilismo cercando di ottimizzare al massimo i costi di manutenzione della monoposto avuta e gestita con enormi sacrifici.

“Seppi”, cosi era chiamato affettuosamente dagli amici, non vinse mondiali di Formula 1 ma si distinse in varie categorie automobilistiche in una lunga gavetta che non passò inosservata tanto da essere notato dalla scuderia Rob Walker Racing Team dove vinse il suo primo Gran Premio in Inghilterra nel 1968.

Jo Siffert durante un Gran Premio di Formula 1 a Pergusa nel 1962

Il sodalizio non durò a lungo e nel 1971 Seppi passò alla scuderia BRM. In quel periodo la figura di Jo Siffert era piuttosto quotata e la sua fama di ottimo e talentuoso pilota si era largamente diffusa tanto da convincere tutto il paddock che presto un campione avrebbe fatto breccia nel corso degli anni 70.  Siffert divenne così pilota atteso e confermato dalla Porsche per gare di prestigio come la Targa Florio, la 24 Ore di Le Mans.

Il campionato di Formula 1 del 1971 fu vinto dal pilota inglese Jackie Stewart, il campione più anziano di oggi ancora in vita a 84 anni. In quegli anni era consuetudine festeggiare e omaggiare la vittoria con una gara automobilistica non valevole per il campionato e la partecipazione dei piloti amici e colleghi era un evento gioioso e una ulteriore opportunità di assistere ad una gara fuori programma per gli appassionati che accorrevano in massa.

Il circuito di Brands Hatch in Inghilterra fu scelto per la gara a festa e al via sfrecciarono tutte le meravigliose monoposto con Jo Siffert al comando con la sua BRM.

Al 13esimo giro, precisamente alle 14:20 la vettura di Siffert in pieno rettilineo e a pochi metri dal curvone “Hawthorne” accusò un improvviso sobbalzo nel posteriore come un cedimento della scatola del cambio.

La BRM deviò a sinistra volando in aria sul terrapieno scivolando giù in una coltre di fuoco e compiendo un ulteriore testa coda. La tanica della monoposto, avendo compiuto pochi giri, era piena di benzina e questo causò un terribile incendio che avvolse completamente tutta la monoposto e rendendo praticamente impossibile lo spegnimento con gli estintori da parte dei commissari che faticarono non poco ad avvicinarsi al rogo per via delle temperature micidiali.

Il terribile rogo dove perse la vita Jo Siffert a Brands Hatch nel 1971

Una morte atroce ma rapida in un giorno sbagliato, in un giorno dove la festa divenne tragedia ma che consegnò Jo Siffert alla storia di questo sport.

Chissà quante volte Jackie Stewart, ripensando a Seppi e a quel giorno, abbia riflettuto sul senso di festeggiare una vittoria di uno sport pericoloso che in quegli anni mieteva vittime con una ulteriore gara altrettanto pericolosa.

A proposito di Paolino Canzoneri

Paolino Canzoneri nato a Noto (SR) nel 1966 e residente a Palermo. Giornalista iscritto presso l’Albo dei Giornalisti di Sicilia. Da diversi anni collabora con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali con commenti, analisi e riflessioni di attualità, politica, economia, sport e musica con un occhio puntato a Sud. Il suo giornalismo rispecchia un’enclave culturale indipendente e trasversale del pensiero critico ma moderato con introspezioni aventi lo scopo di stimolare per quanto possibile la percezione del presente cercando di offrire una visione cristallina e fedele della realtà.

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