lunedì , 21 Settembre 2020

What lies ahead – cio’ che verrà

Quando qualcuno ti affida le proprie riflessioni in merito ad una bella esperienza, scritte di getto e corredate da una colonna sonora che amplifica il significato delle parole, i pensieri e le sensazioni ti prendono il cuore e la mente, perché in quelle righe ci sei anche tu. Perché hai avuto il privilegio di guardare negli occhi l’altro che improvvisamente ritornava bambino nella terra del “mito” di pavesiana memoria, pensando al passato ma progettando il futuro. Succede dunque, che in un caldo pomeriggio estivo, tre amici, tre percorsi di vita completamente diversi, tra chi è rimasto e chi è andato via, si incontrano per parlare di Ciò che verrà, in uno dei luoghi più “difficili” della città dove oggi crescere è una continua sfida. C’è però qualcuno che questa sfida l’ha accettata da tempo; impegnandosi a “costruire” legalità, a sostituire il degrado con la bellezza della musica, dello sport e dell’integrazione sociale e parlando, ci si rende conto, che la lettura ad alta voce, potrebbe rappresentare la svolta, un percorso virtuoso verso un cambiamento reale, soprattutto per i più piccoli che rappresentano la speranza in un avvenire migliore. Le riflessioni sopraccitate, dunque, si riferiscono a un felice incontro tra “Siciliani di scoglio e di Mare aperto” secondo una classificazione fatta da Vittorio Nisticò-direttore del quotidiano L’Ora di Palermo e riportata dall’indimenticabile Andrea Camilleri. Chi è rimasto perché di vivere in questa terra non può farne a meno e chi è andato via portandosi la Sicilia e i suoi luoghi del cuore dentro; accomunati dalla voglia di cambiamento, per un futuro migliore per la propria città, attraverso la riqualificazione di un quartiere e l’amore per i libri e per la lettura. Perché si sa che il mare, alla fine, ha sempre bisogno di uno scoglio sul quale infrangersi; forse per incontrare chi ci è rimasto sopra per scelta e lo guarda sempre dall’alto, alla ricerca di nuovi orizzonti e di nuove sfide da condividere insieme.

What Lies Ahead _Ciò che verrà

di Giuseppe Prode

Cerco di andare oltre il caldo umido di questo periodo, la nebbia di qualche giorno addietro poi curiosamente mi ha fatto vedere molto – ciò che spesso è sotto gli occhi, e proprio perché visibile, resta invisibile – .

La musica mi aiuta a viaggiare e a fissare pensieri appunti visivi che spesso poi traduco in azioni concrete. Ieri con Carla, una professoressa di questa città a conoscere una realtà che da tempo insiste con tenacia e caparbietà a Sappusi, loro danno un supporto ma direi di più, una speranza oltre il degrado, le sbarre alle finestre il grigio nelle varie declinazioni di fronte ad una bellezza incomparabile di lì a pochi metri che è il mare e le isole sparse.

Sono cresciuto proprio lì, in una dimensione altra, circa quaranta anni addietro, per storie di famiglia, dentro il Baglio Spanò e in quel giardino meraviglioso enorme. Oggi è una riserva indiana, lui il Baglio chiuso tra due strade, ovunque case che nella gran parte del disordine urbanistico – danno le spalle al mare (non tutte).

Eppure basterebbe poco, un colore, un libro letto ad alta voce, andare sulla stessa lunghezza d’onda loro, provare a indicare una direzione altra.

Incontri in città, e a chiacchiera con un mio amico che mi presenta Andrea Lo Cicero – già nazionale di rugby – che ha scelto Marsala, per la bellezza per lo sport per la qualità della vita e so che si impegna molto e in silenzio.

Salvatore Inguì: ci conosciamo da ragazzi, poi la vita le storie personali e ieri ritrovarsi con gli stessi occhi e lo stesso entusiasmo del fare. Raccontavo a lui di questo percorso virtuoso che la

Città ha intrapreso per buone pratiche dal basso per tramite dei libri, ed era basito e quasi ha messo le mano avanti dicendomi che “loro” non erano all’altezza di seguire questo corso – perché presi da mille difficoltà oggettive -. Io ero commosso a vedere quanto c’è di bello e quanto fatto.

Lo scopro oggi? No, lo so da tempo di questa dimensione, so delle condizioni sociali di quel quartiere. Ma a che serve mostrarsi solidale se poi concretamente il tuo contributo è pari a zero? Oggi, con quel poco fatto per tramite dei libri, posso timidamente proporre come possiamo essere noi di aiuto. Coesione territoriale è a pochi passi dal centro della Città e la possiamo fare in molti modi, partendo dalle idee, fondamentali affinché poi possono esserci le risorse – perché servono – per mettere in pratica e dare dignità e stesse possibilità, che passi per un tablet per uno strumento musicale, per dei libri.

La musica, lì a Sappusi c’è un’Orchestra Popolare e il pensiero mi è andato ad un economista che nel 1975 in Venezuela ( José Antonio Abreu ) che per tramite del El Sistema e l’educazione musicale ha salvato intere generazioni. La colonna sonora di questi pensieri disordinati e scritti di getto è una rilettura di Paolo Fresu, di un brano di Peter Gabriel: ciò che verrà non può e non deve essere una sfida, ma un normale processo di elaborazione di pensieri che si fanno azioni dal basso. E in tanti, e sempre di più. Da soli non si va da nessuna parte, fare fronte comune con le eccellenze di questa Città al servizio di una Comunità.

A proposito di Carla Messina

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