Marsala, nel giardino di Emanuela Loi si coltivano i fiori della legalità

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E’ stata una cerimonia sobria e molto partecipata quella tenutasi ieri 19 Luglio alle 18.30 presso il Centro Sociale di Sappusi, organizzata dal presidio di Libera Marsala, dall’associazione Archè Onlus e dagli Amici del Terzo Mondo, nella quale sono state ricordate le vittime della strage di Via D’Amelio, avvenuta ventotto anni fa, in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.

Una commemorazione, all’insegna della musica, della lettura e dell’arte, per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino che a distanza di ventotto anni appare ancora circondato da molte ombre e poche luci. Momenti di vera commozione, hanno caratterizzato la lettura di alcuni passi tratti dal libro “Io, Emanuela agente della scorta di Paolo Borsellino” di Annalisa Strada, letti dall’attrice Luana Rondinelli con la partecipazione di Francesco Torre, a cui hanno fatto seguito la presentazione dei murales nel giardino del centro sociale, intitolato all’agente Emanuela Loi, realizzati dai ragazzi del progetto Amunì, guidati dal professore Enzo Campisi. Al termine della manifestazione, alcuni bambini de quartiere, con l’aiuto dei volontari, hanno piantumato nel giardino di Emanuela, piante e fiori per ricordare che la legalità va coltivata giorno dopo giorno.

Il Centro sociale di Sappusi, svolge da molti anni, un lavoro fondamentale per il quartiere popolare della città e non solo. Ricordiamo che il Centro, è un vero e proprio laboratorio sociale, che ha visto la costituzione della Libera Orchestra popolare di Sappusi, un significativo esempio di integrazione tra migranti e abitanti della zona attraverso la musica, ad opera di Salvatore Inguì, responsabile provinciale di Libera e assistente sociale del Dipartimento di giustizia minorile, l’allestimento di una biblioteca, l’organizzazione del doposcuola e la realizzazione di una palestra.

Una sinergia di forze tra elementi, come le associazioni e gli abitanti della zona, che rivelano ancora una volta, che la mafia, l’illegalità, l’intolleranza e il razzismo, si combattono principalmente con la cultura; attraverso, l’arte, lo sport, la musica e la lettura, simboli di quella bellezza, affermata con forza da Peppino Impastato, necessaria per combattere la rassegnazione e la paura e per far sì che i semi della legalità possano germogliare sempre più rigogliosi.

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