In un nostro precedente articolo, datato 22 aprile 2020, consultabile attraverso il link: https://trileggo.it/2020/04/22/covid-19-rsa-morana-di-marsala-questo-il-risultato-dei-tamponi/ , vi avevamo raccontato dei test sierologici disposti dalla Regione Siciliana a tutte le RSA della Sicilia. Test che avevano fatto registrare cinque positivi alla RSA Morana di Marsala. A quel punto venne eseguito sia sui pazienti che sul personale il tampone faringeo che escluse la positività al covid-19.
A distanza di qualche settimana, siamo stati contattati da una infermiera professionale dipendente della struttura, che ci ha voluto raccontare la sua esperienza lavorativa ai tempi del coronavirus.
“E’ sicuramente un’esperienza particolare – ci racconta l’infermiera – quella di lavorare in una condizione di allerta sanitaria, fortunatamente in queste ultime settimane la curva dei contagi è sensibilmente diminuita in Sicilia e trovo che sia giusto, comunque, non abbassare mai la guardia, perché il nemico ancora non è affatto sconfitto. Abbiamo svolto il nostro lavoro nella maniera più professionale possibile, utilizzando tutti gli accorgimenti sanitari che ci sono stati imposti.”
Attraverso Trileggo abbiamo raccontato quelle giornate particolarmente intense, quando si temeva che alcuni pazienti potevano aver contratto il virus, poi arrivò la comunicazione dell’ASP che il primo tampone eseguito aveva dato esito negativo…
“Per ora sono a casa in malattia, perché da diversi giorni ho la temperatura corporea piuttosto alta, esattamente da otto giorni senza che sono stata sottoposta ad ulteriori accertamenti, quindi a mie spese mi sono sottoposta a delle analisi per un controllo più accurato della mia salute… . Ricordo molto bene quel periodo, venne eseguito sia ai pazienti che al personale il tampone faringeo che risultò negativo. A questo però non fece seguito, almeno per quanto mi riguarda, il secondo tampone, quello definito di riscontro, che di solito lo si effettua a distanza di pochi giorni per confermare la negatività al covid-19. Non conosco anche i risultati di un prelievo ematico per controllare le immunoglobuline che mi venne fatto sempre il quel periodo.”
La nostra interlocutrice conclude così il suo intervento: “Spero al più presto di ritornare al mio lavoro e occuparmi dei miei pazienti, purtroppo alcuni di loro nel frattempo non ci sono più…”.
Non ha voluto rendere pubblico il suo nome soltanto nell’articolo, ma la sua testimonianza non è anonima, la nostra lettrice sarà quindi disponibile, su richiesta, a fornire le sue generalità.

Nel rispetto del diritto di cronaca, questa testata giornalista è disponibile ad eventuali repliche o precisazioni.



























